Ci sarà da rimboccarsi le maniche. Perché il governo italiano (di qualunque colore esso sia) nel 2026 e nel 2027 dovrà «prendere azioni» per mantenere i conti pubblici in ordine, rafforzando allo stesso tempo la spesa per la difesa e sicurezza. E la raccomandazione, specifica per l’Italia, arriva direttamente dall’Unione Europea.
Venerdì 10 luglio, i ministri dell’Economia e delle Finanze riuniti a Bruxelles per l’Ecofin hanno adottato le indicazioni specifiche Paese per Paese proposte per la Commissione europea. Quella rivolta a Roma è mantenere l’impegno al rispetto del tetto di spesa netta concordato, rafforzare la spesa complessiva per la difesa e la sicurezza e la prontezza operativa, garantendo al contempo la sostenibilità del debito e l’efficienza della spesa. Tutto questo «adattando gradualmente il bilancio per sostenere una spesa per la difesa strutturalmente più elevata».
Per fronteggiare la crisi energetica e mitigare quindi l’aumento dei prezzi, le raccomandazioni sono sempre le stesse. Bruxelles ricorda al governo Meloni di adottare «misure temporanee» e «mirate» a proteggere le famiglie vulnerabili o a soddisfare le esigenze delle imprese ad alta intensità energetica. Il tutto, però, onorando gli impegni climatici assunti a livello europeo.
Nota più dura sul sistema fiscale. Bruxelles chiede all’esecutivo di rendere il sistema «più favorevole a una crescita sostenibile, garantendo al contempo l’equità, anche attraverso un’ulteriore lotta all’evasione e la riduzione delle restanti agevolazioni, comprese quelle relative all’Iva, e ai sussidi dannosi per l’ambiente». Richiamo anche alla mappatura degli immobili pubblici: l’Ue ricorda la necessità di «aggiornare i valori catastali, basandosi sull’impegno assunto nel piano fiscale-strutturale a medio termine, nell’ambito di una più ampia revisione delle politiche abitative». (riproduzione riservata)
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