Ubs punta sull’Europa: indice Stoxx 600 verso 690 punti nel 2026, i titoli difensivi ritrovano appeal
Ubs punta sull’Europa: indice Stoxx 600 verso 690 punti nel 2026, i titoli difensivi ritrovano appeal
È tempo per essere meno prudenti sull’Europa. Così Gerry Fowler, strategist di Ubs. La stagione degli utili rafforzerà il momentum. Le azioni leader e ritardatarie

di Francesca Gerosa 09/07/2026 13:15

Ftse Mib
52.227,87 14.13.58

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Dax 30
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Dow Jones
52.348,39 13.41.17

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Nasdaq
25.867,61 7.25.15

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Euro/Dollaro
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È tempo per essere meno prudenti sull’Europa. Gerry Fowler, strategist di Ubs, ha alzato il suo obiettivo sull’indice Stoxx Europe 600 a 690 punti nel 2026 (+8%) e a 760 punti nel 2027 (+19%). L’indice il 9 luglio viaggia a quota 636 punti (+0,06%). «Lo facciamo perché gli utili delle società europee sono più resilienti/migliori rispetto alle aspettative», spiega Fowler.

Inoltre, tre cose sono cambiate rispetto a prima: i miglioramenti legati all’AI sono stati più forti del previsto, le banche continuano a vedere revisioni positive delle stime e i settori maggiormente difensivi non stanno più trascinando l’indice verso il basso, aiutati dalla debolezza dell’euro. Questo è sufficiente per sostenere una solida crescita degli utili, oltre +10%, e una valutazione più elevata, pari a 16 volte gli utili, spiega Fowler.

Sempre più aziende hanno outlook positivi

Lo sviluppo incoraggiante è «l’ampiezza del miglioramento». Le indicazioni costruttive non sono più confinate ai semiconduttori e ai beneficiari dell’intelligenza artificiale. Lusso, beni di consumo di prima necessità, farmaceutici, banche e alcuni industriali stanno tutti riportando outlook sugli utili più stabili o in miglioramento. 

Valutazioni pro-cicliche con revisioni degli utili

L’Europa parte da una valutazione ragionevole e da una posizione di sottopeso da parte degli investitori rispetto agli altri principali mercati. Le revisioni degli utili stanno diventando positive, i margini si stanno espandendo e gli investitori sono diventati più disponibili «a pagare per la crescita», osserva lo strategist di Ubs. «Queste condizioni hanno storicamente sostenuto un’espansione delle valutazioni piuttosto che una contrazione».

La stagione degli utili rafforzerà il momentum

Non solo. Gli utili del secondo trimestre del 2026 dovrebbero confermare che l’Europa sta tenendo meglio di quanto suggerisca la narrativa macroeconomica. «Ci aspettiamo che gli investitori si concentrino su tre domande: i miglioramenti legati all’AI stanno continuando? Le banche stanno ancora fornendo revisioni positive? I settori difensivi stanno finalmente stabilizzandosi? Le risposte dovrebbero sostenere il recente miglioramento del sentiment», prevede Fowler.

Le azioni leader e ritardatarie

La leadership dovrebbe rimanere nelle aree che stanno fornendo miglioramenti delle stime sugli utili. I fornitori di soluzioni legate all’AI, le banche e alcuni industriali (40-50% dell’indice) hanno ancora il più forte momentum nelle revisioni delle stime, precisa l’esperto di Ubs.

In tutto sono 18 le azioni la cui revisione degli utili per azione è stata superiore del +3% dal 29 maggio: Ap Moller-Maersk (+1687,2%), Investor Ab (+21,3%), Swedish Orphan (+13%), Evonik Industries (+8,1%), Neste Oyj (+6,7%), Vonovia (+6,7%), Fresenius Medica Care (+5,1%), Be Semiconductor Industries (+4,4%), Boliden (+4,4%), Tele2 (+4,2%), Edp Renovaveis (+4,1%), Porsche (+4,1%), Glencore (+4%), Telenor (+3,8%), Euronext (+3,6%), Straumann Holding (+3,6%), Universal Music (+3,5% ) e Tenaris (+3,1%).

Per quanto riguarda l’AI la domanda è se le stime possano continuare a salire dopo un periodo di revisioni al rialzo straordinarie. Questo tema richiede, infatti, revisioni positive costanti per continuare a sovraperformare. Una crescita elevata da sola diventa insufficiente una volta che le aspettative sono state raggiunte.

Questa distinzione è importante per il colosso olandese Asml, l’elettrificazione, l’automazione e altri abilitatori europei dell’AI. Comunque la domanda di apparecchiature per semiconduttori è ancora trainata dai piani di espansione della capacità produttiva per il 2026 e oltre. L’automazione industriale sta migliorando e l’elettrificazione rimane una delle strade europee più evidenti per entrare nel ciclo globale di investimenti legati all’AI.

L’opportunità ora è che diversi ritardatari: lusso, farmaceutici e alcuni difensivi (un ulteriore 30% dell’indice) stanno tornando nuovamente investibili, poiché le aspettative sugli utili hanno smesso di diminuire e le valutazioni rimangono interessanti. Questa rotazione è molto probabilmente guidata da una riduzione delle posizioni a leva (de-grossing) in vista dell’estate.

Il punto non è che i titoli difensivi siano improvvisamente diventati settori di crescita. Il punto è che le revisioni degli utili potrebbero passare da negative a neutrali o positive, mentre le valutazioni stanno già scontando delusioni.

Il lusso il più vicino a una svolta

Il lusso sembra essere il settore più vicino a un punto di svolta: ha attraversato due anni di revisioni al ribasso a causa dei dazi, delle valute, della domanda debole, della stanchezza della Cina e della riduzione dei multipli di valutazione (de-rating). La stabilizzazione in Cina, un turismo più forte, dati migliori dal Giappone suggeriscono che il ciclo delle revisioni al ribasso delle stime potrebbe perdere forza.

Lvmh rimane il punto di riferimento del settore, ma il tema più ampio, secondo lo strategist di Ubs, è se gli investitori possano di nuovo sostenere l’idea di una ripresa distribuita su più trimestri, invece di trattare ogni dato pubblicato come un evento che provoca un declassamento delle valutazioni in una sola giornata.

L’importanza del settore dei beni di prima necessità

I beni di consumo di prima necessità sembrano meno entusiasmanti, ma i volumi e i margini sono più resilienti, il cambio valutario sta diventando un vento favorevole e i premi di valutazione sono più bassi rispetto alle medie di lungo periodo. «I titoli delle società alimentari e quelli della cura della casa e della persona raramente guidano un mercato rialzista, ma possono aiutare ad aumentare il target dell’indice quando gli utili smettono di diminuire e la partecipazione degli investitori rimane ridotta», precisa Fowler.

Il settore farmaceutico si colloca tra i beni di consumo di prima necessità e il MedTech è diventato più economico, poco posseduto dagli investitori, più globale che europeo e favorito se l’euro si indebolisce ma, essendo un settore molto liquido, recentemente l’interesse degli investitori è aumentato. «È per questo motivo che la rotazione verso i titoli difensivi sembra più duratura rispetto a una semplice operazione di ricopertura delle posizioni short», chiarisce Fowler.

Le banche non sono più un’idea contrarian

Quanto alle banche non sono più un’idea contrarian, ma continuano ad avere importanza per l’indice. La crescita del credito sta migliorando, quella dei prestiti alle imprese è aumentata, mentre i prestiti alle famiglie sono stabili. La qualità del credito rimane positiva con i crediti deteriorati (Npl) che non stanno mostrando un deterioramento generalizzato.

Anche la disciplina sui costi rimane intatta. «Il rischio riguarda il posizionamento degli investitori più che gli utili. Le banche sono molto presenti nei portafogli. Ma se le revisioni degli utili rimangono positive, le banche meritano ancora un’allocazione pari al loro peso nell’indice», suggerisce l’esperto di Ubs, indicando il settore automobilistico come l’area in cui prevale ancora cautela, ma rappresenta solo l’1,3% del peso nell’Msci Europe.

Il settore automobilistico resta la pecora nera

La domanda occidentale non è il problema; lo sono invece i prezzi, la Cina e l’intensità della concorrenza. L’esposizione delle case automobilistiche premium tedesche alla Cina rimane un canale di revisione al ribasso, mentre i guadagni di quote di mercato dei produttori cinesi (Oem cinesi) in Europa stanno iniziando a mettere pressione sui prezzi. Il rischio di ristrutturazioni aggiunge un ulteriore livello di incertezza. Il settore automobilistico richiede una crescita dei volumi insolitamente forte per compensare la pressione sui prezzi e l’Europa difficilmente riuscirà a fornirla. (riproduzione riservata)