Uber multata per 825 milioni nei Paesi Bassi: ha disattivato i profili degli autisti con un algoritmo
Uber multata per 825 milioni nei Paesi Bassi: ha disattivato i profili degli autisti con un algoritmo
La sanzione arriva dal Garante per la privacy olandese. In Europa il Gdpr vieta di delegare a sistemi automatizzati decisioni che impattano sulla vita delle persone 

di Sara Bichicchi 21/08/2026 15:33

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Uber disattiva gli account degli autisti in modo automatico e il Garante della privacy olandese gli recapita una multa da 825 milioni di euro. La sanzione, secondo quanto riportato da Reuters, arriva per violazioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) dell’Unione Europea commesse negli anni passati. Uber è però pronta a fare ricorso.

Le motivazioni della maxi sanzione

Alla base della multa c’è il sistema utilizzato dall’applicazione per disabilitare i profili di alcuni autisti in Francia tra il 2020 e il 2022. Secondo Reuters, la società avrebbe utilizzato un meccanismo che procede alla disattivazione senza intervento umano e senza informare i titolari degli account.

Tuttavia, Uber nega di aver eliminato o sospeso i profili tramite procedure automatiche e gestite solo da algoritmi, ma di aver previsto una seconda fase di revisione umana. Il processo sarebbe scattato ad esempio in presenza di deviazioni ritenute sospette o di corse accettate e poi non portate a termine. «Non siamo assolutamente d’accordo con questa decisione e con la multa sproporzionata», ha dichiarato un portavoce, aggiungendo che le politiche aziendali prevedono anche la possibilità per gli autisti di contestare le sospensioni dalla piattaforma.

In Europa il Gdpr, entrato in vigore nel 2018, vieta di delegare a sistemi tecnologici decisioni che potrebbero avere un impatto sulla vita e sul lavoro di persone umane. In caso di infrazioni il regolamento prevede multe fino al 4% del fatturato globale.

In questo contesto il Garante olandese, responsabile del caso dal momento che la sede europea di Uber si trova nei Paesi Bassi, «ha stabilito che Uber ha violato i diritti degli autisti, in particolare il diritto a non essere sottoposti a decisioni automatizzate che comportano conseguenze significative», come si legge nella decisione dell’Authority visionata da Reuters.

Il precedente di Meta  

La multa appena imposta a Uber è la seconda più alta mai comminata ai sensi del Gdpr. Il record resta alla sanzione da 1,2 miliardi di euro ricevuta da Meta nel 2023 per aver trasferito illegalmente i dati degli utenti europei negli Stati Uniti. In questo caso a decidere era stato il Garante per la privacy dell’Irlanda, dove il gruppo di Mark Zuckerberg ha il suo headquarter europeo.

Un’altra multa di peso (746 milioni) era stata attribuita ad Amazon nel 2021 per il trattamento dei dati personali, ma lo scorso marzo il tribunale amministrativo del Lussemburgo ha annullato la sanzione. Nel complesso il database Gdpr Enforcement Tracker conta oltre 3 mila irregolarità accertate dai Garanti dei Paesi europei, di cui 160 nel 2026, per un totale di 6,3 miliardi di euro di sanzioni. (riproduzione riservata)