«Tutte le strade portano a Siena»: il ceo di Mps Lovaglio torna sul risiko delle banche. E minimizza i contrasti nel board
«Tutte le strade portano a Siena»: il ceo di Mps Lovaglio torna sul risiko delle banche. E minimizza i contrasti nel board
Il ceo di Montepaschi Luigi Lovaglio parla al congresso della Uilca a Venezia: nel cda c’è concordia. La fusione con Mediobanca? Ci dà resilienza contro le incertezze, il piano va eseguito con decisione

di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 26/05/2026 13:57

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«Siamo ben attrezzati per il futuro» e «aggiungerei, mi sento di dirlo, che oramai tutte le strade portano a Siena». Scherza il ceo di Montepaschi Luigi Lovaglio dal palco del congresso nazionale della Uilca a Venezia in un dibattito con il segretario generale del sindacato dei bancari Fulvio Furlan. Per Lovaglio è la prima uscita pubblica  da quando lo scorso 15 aprile è stato rinnovato per un nuovo mandato alla guida di Rocca Salimbeni.

Dopo un inizio di difficile composizione per i contrasti nel board a causa della presenza di ex consiglieri eletti nella lista del cda uscente sostenuta dal costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone il banchiere cerca di minimizzare: «Voi mi chiedete se c’è stata o c’è (la concordia, ndr) e io vi dico che c’è».

Il nuovo consiglio del Montepaschi è formato da una maggioranza di otto membri espressione della lista promossa dal socio Pierluigi Tortora e risultata vincente nell’assemblea e da sei rappresentanti espressione della lista messa a punto dal precedente cda oltre che da una consigliera rappresentante dei gestori di Assogestioni.

Le prime due riunioni di insediamento, con le nomine dei comitati endoconsiliari, sono state caratterizzati da tensioni e scontri, resi pubblici anche nelle motivazioni delle dimissioni del consigliere Fabrizio Palermo, uscita preceduta da quella di Carlo Vivaldi, consigliere della lista del board e dichiarato decaduto in quanto anche membro del board di Banca Mediolanum. Rocca Salimbeni deve cooptare due membri nel cda dalla lista arrivata seconda. 

L'integrazione tra Montepaschi e Mediobanca

Il banchiere lucano spezza ancora una lancia in favore dell’integrazione fra Montepaschi e Mediobanca, controllata da Rocca Salimbeni con oltre l’86%, operazione che consentirà alla banca di affrontare l’incertezza conseguente all’esplosione del conflitto in Medio Oriente e al peggioramento del quadro macroeconomico. La fusione Mps-Mediobanca «è una grande opportunità che apre orizzonti e spazi nuovi a tutti. E sono certo che sarà una integrazione di successo e stiamo di nuovo mettendo una accelerazione su questo progetto».

Come rivelato da MF-Milano Finanza, l’integrazione è entrata nel vivo con la fase 2, che riguarda l’esecuzione del piano e coinvolge direttamente strutture, piattaforme e funzioni centrali. «La capacità di eseguire è importante: corri per arrivare alla meta prima che piova», spiega ancora Lovaglio. Secondo il banchiere un piano deve essere in grado di affrontare gli imprevisti e «la dimensione maggiore ti aiuta ad attutire, a differenziare le fonti di ricavo».
 

«Un progetto come quello di Mediobanca – aggiunge – ha lo scopo principale di mettere sotto lo stesso tetto ricavi di un’attività eccellente ad altro livello per aziende, per private banking e la capacità immensa della nostra rete commerciale per parlare con pmi, imprese, famiglie e poi anche un pezzo di business non correlato che sono le assicurazioni Generali che comunque ti fanno 500 milioni l’anno. Se metti tutto assieme, ecco: questo si chiama resilienza». Riguardo al miliardo di investimenti previsti dal piano, «è importante più che l’ammontare come verranno spese le risorse».

Anche il sindacato, per bocca del segretario generale Fulvio Furlan, accoglie con favore l’operazione con Piazzetta Cuccia. «La situazione attuale di Mps – dice il numero uno della Uilca – nasce da un piano di salvataggio che come sindacato abbiamo sostenuto. Una volta usciti dalle difficoltà, e con la banca in via di sviluppo anche con l’operazione Mediobanca, eravamo preoccupati: c'era il rischio di una discontinuità nel percorso tracciato da Lovaglio su cui avevamo investito. Oggi poter avere una prospettiva stabile e una garanzia di continuità su quel percorso è importante. Siamo convinti che continueremo a lavorare insieme così, nel solco di un sistema di relazioni sindacali credibili. Noi continueremo a fare la nostra parte, a svolgere il nostro ruolo di Sindacato e quindi a chiedere assunzioni, premi di produzione e via dicendo ma sempre nel reciproco rispetto dei ruoli, che è e resta fondamentale». (riproduzione riservata)