Usa, Trump valuta nuovi dazi sui semiconduttori importati
Usa, Trump valuta nuovi dazi sui semiconduttori importati
Politico riporta che Washington starebbe studiando alcune misure per incentivare le imprese tech a produrre negli Usa

di Valentina Simonella (MF-Newswires) 27/08/2026 15:00

Ftse Mib
52.265,12 17.40.00

-1,17%

Dax 30
26.367,24 18.00.00

+0,31%

Dow Jones
53.659,23 19.14.58

+0,37%

Nasdaq
26.544,58 19.09.49

+1,59%

Euro/Dollaro
1,1652 18.54.41

-0,02%

Spread
83,98 17.29.53

+2,00

L'amministrazione Trump sta valutando di introdurre nuovi dazi, più ampi, sui semiconduttori importati, con l'obiettivo di incentivare le aziende a rafforzare ulteriormente la produzione negli Stati Uniti e sostenere così l'obiettivo nazionale di vincere la corsa all'intelligenza artificiale. Lo riporta Politico, che cita otto persone informate sul dossier. I dazi potrebbero colpire non solo i semiconduttori, ma anche l'hardware a cui vengono normalmente integrati, dai laptop alle console per il gaming, fino ai server dei data center.

Il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, sarebbe favorevole a un sistema in cui le aziende straniere ottengono una determinata quantità di chip esentasse in proporzione agli investimenti negli Stati Uniti, con l'obiettivo di rafforzare la disponibilità di chip nazionale e ridurre la dipendenza dall'estero.

Introduzione progressiva

L'introduzione delle nuove tariffe sarebbe graduale. Secondo l'indiscrezione, l'amministrazione Trump starebbe infatti pensando di introdurre i nuovi dazi in modo progressivo, ma non avrebbe ancora stabilito aliquote, quote e modalità precise. Una delle ipotesi al vaglio prevede l'applicazione di aliquote tariffarie e quote separate per i singoli Paesi, con linee guida specifiche per i principali produttori di semiconduttori di ciascuno.

Il quadro normativo potrebbe comunque subire modifiche sostanziali nelle prossime settimane o nei prossimi mesi. La possibilità di nuovi dazi sui chip sta allarmando l'industria tecnologica statunitense, attualmente alle prese con una carenza di semiconduttori di fascia alta a fronte di una domanda alle stelle, trainata dalla costruzione e dall'espansione dei data center per l'AI.

La misura, secondo gli esperti, mette a nudo una contraddizione al centro dell'agenda tecnologica dell'amministrazione Usa: da un lato, la spinta a ricostruire una filiera americana dei chip a colpi di dazi, nonostante la capacità produttiva nazionale richieda miliardi di dollari e anni, se non decenni, per essere sviluppata; dall'altro, la promessa di Trump di vincere la corsa all'intelligenza artificiale.

In una dichiarazione resa a Politico, la Casa Bianca ha difeso la propria politica commerciale sui chip. «Il ritorno della produzione di semiconduttori in patria è una priorità assoluta per il presidente Trump, le cui politiche hanno già garantito centinaia di miliardi di dollari di investimenti in questo settore chiave», ha dichiarato il portavoce della Casa Bianca Kush Desai. «L'amministrazione Trump rimane concentrata sull'ottenimento di maggiori investimenti e di misure di sostegno economico per il popolo americano, salvaguardando al contempo la nostra sicurezza nazionale». (riproduzione riservata)