Donald Trump ha confermato di avere respinto il piano di sette giorni per la riapertura dello stretto di Hormuz fatto recapitare dall'Iran attraverso i mediatori. «Hanno fatto una proposta, ma l'ho respinta», ha detto il presidente ai giornalisti prima di partire per il Tennesse.
«Vogliono raggiungere un'intesa che preveda l'immediata riapertura dello Stretto, perché si trovano in una posizione di forte svantaggio», ha sostenuto Trump. «Vogliono trattare e, in linea di principio, anch'io sono favorevole a un accordo, ma le condizioni che propongono non sono accettabili», ha spiegato.
«Si sono rovinati con le loro mani. Hanno detto: 'Chiudiamo lo Stretto e creiamo un problema al mondo'. Poi sono arrivato io e abbiamo imposto il più grande blocco navale della storia militare», ha proseguito Trump, e «adesso non hanno più soldi. Volevano chiudere lo Stretto e siamo stati noi a chiuderlo a loro».
Trump ha anche detto di avere chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e al russo Vladimir Putin di trovare un'intesa per la pace. «Ho parlato con Zelensky», ha riferito ai giornalisti, «voglio faccia un accordo. Voglio che si metta d'accordo con Putin e voglio che Putin si accordi con lui». Questo mese, ha ricordato il presieente Usa, «25.000 persone sono morte. Che vergogna». (riproduzione riservata)