«Ho fatto centinaia di miliardi di dollari con le azioni e molti altri tipi di partecipazioni per gli Stati Uniti, non per me stesso». È quanto ha scritto Donald Trump in uno dei numerosi post pubblicati domenica 6 settembre su Truth Social, senza fornire prove a sostegno della dichiarazione.
Il presidente americano ha trascorso oltre dieci ore sulla sua piattaforma, pubblicando decine di immagini apparentemente generate con l’intelligenza artificiale e una serie di affermazioni non verificate. Tra i contenuti condivisi figurano una rappresentazione della sconfitta dell’Iran, Trump a cavallo insieme a George Washington e un’immagine di Robert De Niro con una maglietta sulla quale compare la scritta «Trump is my president».
La raffica di post ha toccato anche le finanze americane e la performance dei mercati. In una delle immagini Trump appare alla Casa Bianca davanti a diversi monitor che mostrano l’andamento della Borsa. Il messaggio che accompagna l’immagine insiste sul fatto che il presidente opererebbe nell’interesse del Paese e non per un vantaggio personale, arrivando appunto a rivendicare guadagni per «centinaia di miliardi» attraverso azioni e altre partecipazioni.
La cifra, però, non è accompagnata da documentazione. Un’operazione concreta riconducibile all’amministrazione Trump è quella realizzata nell'agosto 2025, quando il governo americano ha acquisito il 10% del colosso dei semiconduttori Intel. La quota vale oggi oltre 50 miliardi di dollari.
Il nuovo intervento di Trump arriva mentre il rapporto tra Truth Social e i mercati finanziari è già sotto osservazione.
Trump era stato criticato per il lancio di Truth API, una funzionalità della piattaforma dal costo di 100 mila dollari al mese che offre agli abbonati un accesso anticipato agli annunci relativi a decisioni politiche potenzialmente in grado di influenzare i mercati.
La questione è arrivata anche sul tavolo della Securities and Exchange Commission. A luglio alcuni senatori statunitensi hanno chiesto all'autorità di vigilanza di verificare se Trump Media, la società che controlla Truth Social, stia violando le norme federali sui titoli attraverso Truth API.
Non è inoltre la prima volta che Trump utilizza immagini generate dall’AI nella sua comunicazione. Durante la guerra con l'Iran ne ha già condivise diverse, tra cui una in cui il presidente appare con una pistola in mano e con esplosioni sullo sfondo, accompagnata dalla frase «NO MORE MR. NICE GUY!».
La guerra con l’Iran resta uno dei temi centrali della raffica di post.
Sono passati più di sei mesi dall’avvio delle «importanti operazioni di combattimento» condotte da Stati Uniti e Israele in Iran e, lunedì, non emergevano segnali significativi di un'imminente ripresa dei negoziati tra le parti.
Trump ha pubblicato decine di immagini che mostrano l’Iran sotto attacco e una serie di grafiche dedicate alla situazione economica del Paese. I dati e le infografiche condivisi dal presidente non erano accompagnati da fonti verificabili.
In uno dei grafici la valuta iraniana viene descritta come «distrutta». Un’altra immagine mostra invece la mappa dell’Iran con la scritta «Iran is a Failing Nation».
La sequenza comprende anche immagini dal forte contenuto militare. In una Trump osserva dal ponte di una nave da guerra diverse imbarcazioni circondate dalle esplosioni. In un’altra impugna un grande martello con i colori della bandiera americana e lo scaglia contro una mappa dell'Iran. Una terza mostra esplosioni sull’isola di Kharg, accompagnate dalla scritta «Bye bye, Kharg», mentre un caccia sorvola l’area.
La comunicazione non si è limitata a guerra ed economia. Una parte consistente dei contenuti è stata dedicata alla costruzione dell’immagine di Trump come leader e protagonista dell’azione americana.
Diverse immagini generate dall’AI lo mostrano in ruoli da eroe d’azione e come una sorta di salvatore degli Stati Uniti.
In alcune compare affiancato da robot futuristici, con il Campidoglio sullo sfondo. In altre veste i panni di un wrestler ispirato a Hulk Hogan, con il cappellino rosso Maga e la bandiera americana sulle spalle.
Un’altra rappresentazione lo colloca invece al comando di un centro operativo della Space Force, rafforzando la narrazione di un'America tecnologicamente e militarmente dominante.
La maratona su Truth Social ha poi allargato il tema della potenza americana alla geografia.
Trump, che ha costruito gran parte della propria identità politica attorno allo slogan «Make America Great Again», ha più volte sostenuto la necessità di riaffermare il peso degli Stati Uniti dentro e fuori i confini nazionali.
In questa occasione alcune immagini hanno trasformato Paesi, territori e persino oggetti geografici in simboliche estensioni del territorio americano.
Lo Stretto di Hormuz viene indicato come un «nuovo territorio degli Stati Uniti». Un’altra immagine trasforma il New Mexico in «New America».
Poi arriva la Luna: in un post il satellite è accompagnato dalla scritta «The Moon is Ours», con la bandiera americana accanto.
Anche il Lago Ontario compare nella nuova geografia immaginata nei post presidenziali. Il lago, che si trova tra Stati Uniti e Canada, viene indicato come «Lake America».
Il riferimento al Lago Ontario arriva dopo che Trump ha firmato un ordine esecutivo per indirizzare il governo federale verso il cambio di denominazione del lago in «Lake America».
La decisione aveva provocato la reazione del Canada. Il primo ministro Mark Carney aveva infatti chiarito che il suo Paese continuerà a utilizzare il nome «Lake Ontario».
Una raffica di post, questa, che evidenzia una caratteristica ormai centrale della comunicazione di Trump: politica, propaganda, immagini generate dall'AI e messaggi con potenziali ricadute economiche vengono veicolati sullo stesso canale e senza una netta separazione tra fatti verificabili e rappresentazione politica. Un tema, però, che per i mercati è tutt’altro che marginale. La Casa Bianca non ha, però, ancora risposto a una richiesta di commento sulle immagini.(riproduzione riservata)