Il presidente americano Donald Trump ha affermato che i colloqui per raggiungere un’intesa con l’Iran inizieranno nel pomeriggio di oggi, lunedì 3 agosto 2026, senza però fornire ulteriori dettagli. «C’è un accordo su Hormuz», ha detto il tycoon, aggiungendo che «ci sarà un patto sulla denuclearizzazione».
Già venerdì il capo della Casa Bianca aveva detto di aver sospeso un «attacco massiccio» contro Teheran dopo dei colloqui con i Paesi del Golfo.
L’Iran sta cercando di aumentare la pressione sugli Stati Uniti non puntando a una guerra totale, ma usando il controllo e la minaccia sulle rotte commerciali e sulle infrastrutture energetiche come arma di negoziazione. Lo riferisce Reuters, citando alcuni funzionari del Golfo. L’intento di Teheran è rendere il costo della crisi abbastanza alto per Washington e per i suoi alleati da costringerli a fare concessioni.
Limitando il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, il regime può creare problemi ai mercati energetici e mettere pressione sui Paesi occidentali. Si tratta di una specie di «guerra di resistenza»: vince chi resiste più a lungo.
Servono «idee», «nuovi modi creativi e non convenzionali per far repressione e punire l’Iran». Sono queste la parole di un ufficiale del ramo intelligent del Centcom americano. Lo riferisce la Cnn, confermando le voci dei giorni scorsi secondo cui il presidente Trump si troverebbe in una vera e propria impasse sul modo in cui affrontare la guerra e su come, eventualmente, uscirne.
Si tratta di un vero e proprio brainsorming che avrebbe coinvolto più funzionari del Comando centrale via mail sulla scia della necessità di rivalutare la strategia bellica.
Nel frattempo l’inizio dei colloqui annunciato dal presente americano e previsti per il pomeriggio di oggi rimangono ancora un’incognita. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato: «Non ospiteremo delegazioni né saremo ospiti di alcun Paese in questi giorni».
Al momento non c’è sul tavolo alcuna trattativa, secondo quanto affermato dal ministro degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei. «Finché continueranno le violazioni degli impegni per parte degli Usa, la situazione dello Stretto di Hormuz non cambierà».
In calo i futures su Brent e Wti, rispettivamente a quota 83,6 dollari al barile (-5) e a 79,5 $ (-6%). L’ottimismo su una de-escalation porta le borse europee ad aprire in progresso, con Piazza Affari che guadagna lo 0,63%. Penalizzati per ovvie ragioni i titoli energetici: Eni (-2,7%), Snam (-1,5%) e Italgas (-1%).