I futures sulla soia e sul mais salgono dopo che il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ha dichiarato che la Cina effettuerà ingenti acquisti di prodotti agricoli americani. Anche il presidente, Donald Trump, lo ha sottolineato: i cinesi «hanno un appetito illimitato, come si suol dire», ha detto il numero uno della Casa Bianca dopo l’incontro con Xi Jinping. «Quando hai così tante persone, ne hanno bisogno, e noi abbiamo il prodotto migliore».
La Cina effettuerà acquisti di prodotti agricoli americani per «decine di miliardi di dollari» ogni anno nei prossimi tre anni, ha annunciato Greer il 15 maggio in un’intervista televisiva su Bloomberg. I due Paesi dovrebbero, quindi, ampliare la loro cooperazione nell’agricoltura.
La Cina aveva rispettato l’impegno iniziale di acquistare 12 milioni di tonnellate di soia statunitense subito dopo l’incontro tra Trump e Xi lo scorso anno in Corea del Sud, riattivando flussi che erano rimasti bloccati per mesi a causa della frattura commerciale tra i due Paesi. Greer ha precisato che c’è già l’accordo dello scorso ottobre secondo il quale Pechino acquisterà 25 milioni di tonnellate di soia all’anno nei prossimi tre anni. Quello nuovo includerebbe non solo la soia, ma «tutto il resto».
Sebbene il Dragone non abbia mai confermato l’impegno da 25 milioni di tonnellate indicato dalla Casa Bianca, Greer ha detto che la maggior parte delle vendite di soia dovrebbe avvenire nella parte finale dell’anno. Questo rappresenterebbe un ritorno alla normalità perché la Cina di solito prenota le forniture statunitensi nei mesi immediatamente successivi al raccolto, che inizia intorno a settembre, quando l’offerta è più competitiva a livello globale.
«Decine di miliardi non significano nulla, ma la parola più tardi significa che la Cina non acquisterà il raccolto vecchio», ha detto un trader. A febbraio Trump aveva ipotizzato la possibilità che il gigante asiatico acquistasse altri 8 milioni di tonnellate dal raccolto americano appena concluso.
Gli analisti si aspettano che l’impegno già esistente sulla soia faccia parte dell’accordo, che da solo vale oltre 10 miliardi di dollari. La soia è la principale esportazione agricola degli Stati Uniti verso la Cina, il maggior acquirente mondiale, e i semi oleosi hanno avuto un ruolo chiave nei negoziati commerciali durante la prima e la seconda amministrazione Trump.
Sono bastate le dichiarazioni di Greer a far salire il future sulla soia dello 0,8% e quello sul mais dello 0,53% (stabile quello sul grano) anche se i trader sono alla ricerca di maggiori dettagli sui volumi, i prezzi e le tempistiche degli acquisti da parte della Cina. Comunque i mercati non si aspettavano che Pechino aumentasse l’obiettivo della soia oltre le 25 milioni di tonnellate.
I trader stanno anche aspettando la possibile riduzione dei dazi sulla soia, che potrebbe consentire ai trasformatori privati cinesi di riprendere gli acquisti dagli Stati Uniti, dopo essere stati di fatto esclusi dal raccolto dello scorso anno a causa delle tariffe. All’epoca solo i trader statali erano acquirenti attivi.
«Mantenere relazioni stabili è fondamentale per espandere il commercio agricolo a livello bilaterale», ha commentato a Bloomberg Hanver Li, analista di Shanghai JC Intelligence. «Non si tratta solo di soia: se i colloqui vanno bene, anche il commercio di altri prodotti agricoli come mais, grano, DDGs (Distillers dried grains with solubles, ndr) ed etanolo può espandersi», ha precisato Li. (riproduzione riservata)