Trump attacca Meloni, il generale Camporini: «È come un amante tradito, ma il vero obiettivo è la Nato»
Trump attacca Meloni, il generale Camporini: «È come un amante tradito, ma il vero obiettivo è la Nato»
L’ex capo di Stato Maggiore della Difesa a MF: «L’impegno Usa non è più certo, serve un piano B per la difesa europea». Il grande nodo del vertice dell’Alleanza ad Ankara è il ritiro delle truppe americane dal suolo europeo

di di Anna Di Rocco 06/07/2026 20:00

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L’ultimo affondo di Donald Trump nei confronti di Giorgia Meloni è solo il sintomo più visibile di una frattura molto più profonda: quella tra Washington e l’Alleanza Atlantica. Gli attacchi, spiega a MF-Milano Finanza il generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato Maggiore della Difesa, si inseriscono in una strategia più ampia che mette in discussione la credibilità della Nato e impone agli europei di costruire un «piano B» che consenta all’Europa di reggersi sulle proprie gambe se gli Stati Uniti dovessero fare un passo indietro.

Domanda. Generale, perché Trump ha attaccato ancora la premier Meloni?
Risposta.
Dal punto di vista psicanalitico, Trump si sta comportando come un amante tradito. A differenza degli altri leader europei, con Meloni si era instaurato un rapporto di amicizia. E gli attacchi sono quelli di una persona che ha perso fiducia. Dal punto di vista dell’Alleanza, però, quello che sta accadendo è estremamente preoccupante. Si guarda con grandi timori al vertice di Ankara, dove potrebbe emergere con chiarezza la volontà americana nei confronti della Nato.

D. Qual è il punto più delicato?

R. L’eventuale ridimensionamento della presenza militare americana in Europa non sarebbe un problema tanto per i numeri. I circa 95 mila militari statunitensi presenti nel continente, di cui circa 12.500 in Italia, non cambiano da soli gli equilibri militari. Il vero tema è politico: la credibilità dell'impegno americano verso l’Alleanza. Fino a pochi anni fa nessuno metteva in dubbio la validità dell'articolo 5 della Nato, cioè l’obbligo di difesa collettiva. Oggi quella certezza non esiste più.

D. Qual è lo scenario peggiore che potrebbe uscire dal vertice?

R. Che Trump dica basta alla Nato. Formalmente il Congresso americano rende molto difficile un’uscita degli Stati Uniti dall'Alleanza, ma abbiamo visto più volte quanto Trump si senta vincolato dalle posizioni del Congresso. Oggi tutti sono con il fiato sospeso.

D. Come dovrebbe rispondere l’Europa? 

R. Gli europei devono evitare le rotture ma anche predisporre un piano B: essere quindi pronti ad assumere le strutture di comando dell’Alleanza e dotarsi, nel più breve tempo possibile, di capacità oggi garantite dagli Stati Uniti, dalla sorveglianza satellitare fino alle comunicazioni. (riproduzione riservata)