Trump a Davos: voglio comprare la Groenlandia senza usare la forza. E Wall Street tira un sospiro di sollievo
Trump a Davos: voglio comprare la Groenlandia senza usare la forza. E Wall Street tira un sospiro di sollievo
Il capo della Casa Bianca critica il Vecchio Continente: se direte no sulla Groenlandia ce lo ricorderemo. Poi attacca i giornalisti perché sono di parte. E sulla Nato dice: non voglio distruggerla, ma gli Usa vengono trattati in modo ingiusto. E prende in giro Macron per i suoi occhiali

di Raffaele Crocitti 21/01/2026 15:05

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Il giorno più atteso del World Economic Forum a Davos è arrivato. Una volta sbarcato nella cittadina svizzera, il presidente Usa Donald Trump ha subito detto che l’Europa «non sta andando nella giusta direzione. Alcune aree dell’Europa non sono riconoscibili: possono fare molto meglio guardando quello che noi stiamo facendo». Per poi sottolineare che «in Europa ci sono migrazioni di massa incontrollate».

Trump vuole comprare la Groenlandia

Sulle sue mire espansionistiche Trump ha proclamato: «Nulla di sbagliato nell'acquisire territori» e «solo gli Usa possono mettere al sicuro la Groenlandia: voglio comprare la Groenlandia, non voglio usare la forza. Dobbiamo esserne proprietari per difenderla». «Se gli europei diranno di sì, lo apprezzeremo molto» e «se diranno di no, ce lo ricorderemo».

Contro la Danimarca

Queste pretese hanno da tempo sollevato la dura opposizione da parte della Danimarca, su cui Trump non si risparmia: «Gli Stati Uniti hanno combattuto per salvare la Groenlandia, l'hanno restituita alla Danimarca dopo la Seconda guerra mondiale: i danesi sono ingrati».

E continua: «Ho molto rispetto per la Danimarca, sono persone amabili, hanno buoni leader ma fu un errore restituire loro la Groenlandia dopo che la salvammo perché non fosse occupata dai tedeschi. Tutto quello che vogliamo dalla Danimarca è questo grande pezzo di ghiaccio dove costruiremo il più grande Golden Dome di sempre, per difendere anche il Canada, che ha avuto tante cose gratis da noi». 

Sulla Nato: «Non voglio rompere la Nato, ho fatto tantissimo per la Nato. La Nato tratta gli Usa in modo ingiusto»».

Il tycoon all’attacco su tutti i fronti

Non poteva mancare l’attacco ai giornalisti che lo criticano, definiti «di parte». Poi si attribuisce meriti diplomatici: «Con me nessuna guerra in Ucraina». Aggiunge Trump che in giornata potrebbe «incontrare Volodymyr Zelensky». Ma da Kiev negano la presenza di Zelensky in Svizzera nella giornata di oggi, mercoledì 21 gennaio.

Secondo Axios, Trump e Zelensky si vedranno domani verso mezzogiorno a Davos. L'incontro dovrebbe aver luogo prima che gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner vadano a Mosca per essere ricevuti dal presidente russo Vladimir Putin.

Secondo Trump, «Putin e Zelensky vogliono un accordo per finire la guerra: tra loro scorre un odio tremendo, ma sarebbero stupidi a non trovare un accordo. I tempi sono maturi e l’accordo è vicino». Il capo della casa Bianca ha poi sottolineato di avere ottimi rapporti personali con Putin e l’omologo cinese Xi Jinping.

Il presidente Usa  ha quindi affermato di volere un «Occidente forte e unito» e «un'Europa forte». «Amo l'Europa ma deve uscire dalla cultura in cui si è infilata negli ultimi dieci anni, si stanno distruggendo da soli», ha affermato Trump, «vogliamo alleati forti, vogliamo che l'Europa sia forte».

Trump prende in giro Macron per gli occhiali da sole

Trump ha inoltre preso in giro Emmanuel Macron, che nel suo discorso a Davos ieri, molto critico nei suoi confronti, «ha fatto il duro con quei begli occhiali da sole», prodotti, aggiungiamo noi, dal gruppo italiano iVision Tech, pmi innovativa quotata sul mercato Egm di Borsa Italiana. «Non ci crederete ma mi piace Emmanuel», ha chiosato Trump.

Su Jerome Powell e l’economia americana

Riguardo alle questioni interne agli Stati Uniti, Trump ha parlato della Fed affermando che il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, verrà presto sostituito con «qualcuno che farà un grande lavoro». «Jerome fa davvero molto tardi con i tassi di interesse ma solo da quando ci sono io, prima era ok».

Trionfale la sua analisi macroeconomica: «Arrivo con notizie straordinarie dall'America. Oggi, dopo 12 mesi alla Casa Bianca, l'economia è esplosa, l'inflazione è stata sconfitta, il nostro confine meridionale è stato chiuso ed è impenetrabile. Sotto Biden, l'America è stata caratterizzata dall'inferno della stagflazione ma ora sta accadendo l'opposto, stiamo andando verso una crescita economica, che gli Usa e forse addirittura nessun Paese ha mai visto prima».

Gli attacchi a Biden

Trump ha citato poi ben cinque volte il suo predecessore Biden, definendolo un «presidente terribile». Trump ha accusato Biden di aver precipitato l'America in un un disastro che lui afferma di aver risolto e si è rivolto a lui anche con il nomignolo «Sleepy Joe». «Con la destra radicale eravamo un Paese morto, oggi siamo il Paese più 'hot' del pianeta», ha detto Trump, parafrasando lo slogan dei Kiss. E sulle elezioni, quelle del 2020, che lo hanno visto sconfitto proprio da Biden, il presidente Usa ha affermato: «Presto qualcuno sarà perseguito», alludendo a brogli elettorali.

Il Tycoon sull’energia

In tema energetico, il presidente degli Usa sostiene il nucleare. E parla del green come di una truffa: «Ho firmato un ordine per l'approvazione di molti nuovi reattori nucleari. Stiamo andando verso il nucleare. Non ero un grande fan perché non mi piacevano i rischi ma i progressi che si stanno facendo sul nucleare sono incredibili. Siamo nell'era dell'energia nucleare. Possiamo averla ora a buon prezzo e in modo sicuro. Grazie alla mia elezione gli Usa hanno evitato il catastrofico collasso energetico che vedremo in Europa per la 'nuova truffa verde', la più grande truffa della storia».

Trump sul Venezuela

Gli Usa «stanno aiutando il Venezuela» e i proventi dei 50 milioni di barili di petrolio ceduti a Washington «saranno divisi tra noi», dichiara il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso al Forum di Davos. «Apprezziamo molto la loro collaborazione, sarà fantastico, vent'anni fa era un Paese che andava benissimo».

Gli effetti del discorso in borsa

Le dichiarazioni sul non-uso della forza da parte di Trump in merito alla Groenlandia e della scelta della strada dei negoziati hanno tranquillizzato i mercati. Piazza Affari riduce il ribasso odierno dopo l'apertura in rialzo di Wall Street, sulla scia del discorso di Trump a Davos. In questo momento l'indice Ftse Mib cala dello 0,27% a quota 44.602 punti.

Per Wall Street, appunto, apertura in rialzo durante il discorso a Davos di Donald Trump, dopo il forte calo di ieri a causa dalle minacce di nuovi dazi fatte dal presidente degli Stati Uniti. Alle 16:40 ora italiana, il Dow Jones saliva dell’1,1%, il Nasdaq dell’1,1% e lo S&P 500 dell’1,2%. (riproduzione riservata)

articolo in aggiornamento