Trimestrali sotto i riflettori: chi alzerà la guidance 2026 e chi si gioca il rilancio. Cosa c'è sotto la lente degli analisti
Trimestrali sotto i riflettori: chi alzerà la guidance 2026 e chi si gioca il rilancio. Cosa c'è sotto la lente degli analisti
Con l’avvio della stagione dei conti, tra banche, industriali e big del lusso sul listino milanese si accende il confronto tra chi è pronto a sorprendere il mercato e chi dovrà dimostrare di essersi lasciato alle spalle le difficoltà

di Francesca Gerosa 05/07/2026 02:00

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Ci sono settimane in cui i mercati si concentrano sui numeri e altre in cui a fare la differenza sono soprattutto le aspettative. Quella appena trascorsa appartiene decisamente alla seconda categoria: gli analisti hanno rivisto al rialzo target price, aggiornato stime e individuato nuovi catalizzatori, mentre gli investitori hanno cercato di capire se le incertezze geopolitiche rappresentino un ostacolo temporaneo o un rischio strutturale.

Partiamo dal protagonista del risiko bancario europeo. Unicredit ha imboccato con decisione l'autostrada verso Commerzbank. Se le adesioni all'offerta pubblica di scambio confermeranno le attese, Andrea Orcel potrebbe ritrovarsi a un passo dal 60% del capitale della banca tedesca. Nel frattempo gli analisti continuano a fare i conti: JP Morgan ha alzato il target price sull’azione, prevedendo una revisione al rialzo della guidance 2026 già con i risultati del secondo trimestre. Anche Mediobanca Research vede ancora margini di rivalutazione, pur ricordando che, prima o poi, Unicredit dovrà tornare a giocare anche in casa.

Se Unicredit gioca per ora oltre confine, Intesa Sanpaolo continua a dare l'impressione di essere la banca che preferisce fare le cose con calma, ma senza perdere un colpo. I risultati del secondo trimestre dovrebbero confermare una macchina che continua a produrre capitale elevato con una generosa remunerazione degli azionisti. Gli analisti di Kepler Cheuvreux si aspettano un lieve calo dell'utile, dovuto soprattutto a maggiori accantonamenti, ma il focus resta sulla solidità patrimoniale e sulla possibilità che il management aggiorni al rialzo gli obiettivi per il 2026. La vera data da cerchiare sul calendario, però, è il 10 settembre, quando gli azionisti saranno chiamati a votare l'aumento di capitale funzionale all'operazione su Monte dei Paschi.

Dalle banche al mondo del credito deteriorato, anche doValue dimostra come la gestione del capitale possa fare la differenza. La società ha collocato 60 milioni di obbligazioni garantite, utilizzando gran parte delle risorse per rimborsare anticipatamente il finanziamento contratto per acquisire Gardant. Tradotto: meno interessi da pagare in futuro e una struttura finanziaria più efficiente, senza aumentare la leva. Il mercato ha apprezzato la mossa, premiando il titolo con forti acquisti e volumi eccezionali. Curiosamente, neppure l'aumento delle posizioni short da parte di alcuni fondi è riuscito a raffreddare l'entusiasmo. Anzi, il consenso degli analisti continua a vedere un potenziale di rialzo del 36% rispetto al prezzo attuale.

C’è anche una storia che dimostra come il mercato, a volte, impieghi un po' di tempo per cambiare idea. Amplifon continua, infatti, a trattare a sconto rispetto ai competitor, nonostante Equita abbia deciso di promuovere il titolo a buy. Alla base del cambio di giudizio c'è soprattutto l'acquisizione di GN Hearing, inizialmente accolta con parecchio scetticismo. Il mercato ha infatti storto il naso davanti al passaggio da semplice distributore a gruppo maggiormente integrato. Equita, invece, invita a guardare oltre il breve periodo: maggiore quota di mercato, sinergie operative, integrazione della distribuzione e una crescita che, secondo le stime, potrebbe portare ricavi ed ebitda a raddoppiare entro il 2031.

Invece Ferrari continua a macinare promozioni in seguito al flop seguito alla presentazione della nuova Luce, la prima Rossa 100% elettrica. Dopo Jefferies, anche Ubs ha alzato il prezzo obiettivo, scommettendo su un secondo trimestre solido e, soprattutto, su una possibile revisione al rialzo della guidance per il 2026. Fin qui nulla di sorprendente per il Cavallino Rampante. Più curiosa è invece la motivazione che accomuna ormai diverse banche d'affari: secondo gli analisti, il boom dell'intelligenza artificiale non sta creando soltanto nuovi software, ma anche nuovi milionari. E, a quanto pare, una parte di questa nuova ricchezza potrebbe finire in garage. Se il numero di grandi patrimoni continua a crescere, cresce anche la platea di potenziali clienti Ferrari, confermando ancora una volta che il vero motore del gruppo resta il suo straordinario pricing power.

Dal lusso all'energia, dove le notizie arrivano da un'area del mondo decisamente meno tranquilla. Eppure Saipem, nonostante le tensioni in Medio Oriente, continua a trasmettere un messaggio rassicurante. Il management ha confermato che le attività procedono senza particolari criticità operative, i pagamenti dei clienti restano regolari e il flusso di cassa del secondo trimestre dovrebbe risultare positivo. Anche sul fronte strategico le novità non mancano. Il via libera dell'antitrust brasiliano rappresenta un ulteriore passo verso la fusione con Subsea7, riducendo uno dei principali elementi di incertezza dell'operazione. Non sorprende, quindi, che nello stesso giorno JP Morgan, Banca Akros ed Equita abbiano rivisto al rialzo le proprie valutazioni sul gruppo.

Allargando lo sguardo, è proprio questo il messaggio che arriva anche dalla strategia di JP Morgan per il secondo semestre: il mercato potrebbe diventare meno dipendente da un unico tema d'investimento. L'intelligenza artificiale continuerà a rappresentare un importante motore di crescita, ma non sarà più l'unico protagonista. Secondo la banca americana, infatti, la ripresa economica europea e il miglioramento degli indicatori macro potrebbero favorire una maggior rotazione verso i settori ciclici, come banche, industria, semiconduttori e materie prime. L'Europa, dopo il buon andamento degli ultimi mesi, non viene più considerata una scommessa a sconto, ma continua comunque a offrire margini di crescita interessanti grazie all'accelerazione degli utili societari. Tra le 40 migliori idee europee selezionate da JP Morgan compaiono soltanto due titoli di società italiane, scoprite quali.

Infine, uno sguardo ai mercati valutari, dove lo yen ha recuperato terreno dopo essere scivolato sui minimi degli ultimi quarant'anni, alimentando le speculazioni su un possibile nuovo intervento delle autorità giapponesi. Il Governo di Tokyo sembra aver cambiato strategia: meno dichiarazioni preventive e più effetto sorpresa, nella speranza di scoraggiare chi continua a scommettere contro la valuta giapponese. Resta però un dettaglio non trascurabile: finché i rendimenti americani resteranno elevati, il dollaro continuerà ad avere un vantaggio strutturale sullo yen. Per questo motivo gli investitori guardano con la stessa attenzione sia alle mosse del Ministero delle Finanze giapponese sia ai dati macro statunitensi che potrebbero ancora una volta spostare gli equilibri del cambio.

È tutto per oggi. Continuate a seguirci per ulteriori approfondimenti nel prossimo numero di Follow the report e se pensate che possa interessare a qualcuno inoltrate la newsletter.

Francesca