Passo avanti per Webuild e l’opa lanciata su Trevi. Il cda del gruppo cesenatico ha approvato l’aggiornamento del comunicato dell’emittente relativo all’opa volontaria totalitaria promossa da Webuild (assistita da Intermonte) sulle azioni di Trevi. Il nuovo corrispettivo di 5,165 euro per azione, determinato dopo gli acquisti effettuati da Webuild sul capitale di Trevi, rientra negli intervalli di valore individuati dal cda nel precedente comunicato, ma si colloca nella parte inferiore degli stessi. La decisione è stata assunta con il voto favorevole di tutti i consiglieri presenti e l’astensione del consigliere in quota Cdp (azionista di entrambe le società), Andrea Nuzzi. L’aggiornamento arriva dopo le ultime mosse di Webuild nella sfida per il controllo di Trevi, contesa anche dalla friulana Icop.
Il 2 ottobre Webuild aveva confermato il corrispettivo di 4,50 euro per azione, modificando però una delle condizioni dell’offerta e abbassando dal 66,7% al 50% più un’azione dei diritti di voto la soglia minima cui era subordinata l’efficacia dell’opa. Tre giorni dopo, il gruppo guidato da Pietro Salini ha comunicato di aver raggiunto un accordo con Praude Asset Management per l’acquisto di 9,125 milioni di azioni Trevi, pari al 13,916% del capitale, al prezzo di 5,165 euro per azione.
L’acquisto ha fatto scattare l’adeguamento automatico del prezzo dell’opa: in base alla normativa, essendo il prezzo pagato da Webuild superiore al precedente corrispettivo, 5,165 euro diventano il nuovo prezzo riconosciuto a tutti gli aderenti all’offerta, compresi quelli che avevano già consegnato le azioni.
Webuild ha poi effettuato ulteriori acquisti sul mercato il 5 e il 6 ottobre, sempre a un prezzo non superiore a 5,165 euro, portando la propria partecipazione a 18,16 milioni di azioni, pari a circa il 27,69% del capitale e dei diritti di voto di Trevi. Una quota che ha inoltre determinato il superamento di Cdp Equity, facendo venire meno la partecipazione di quest’ultima come maggiore azionista della società.
È proprio su questo punto che si apre un ulteriore fronte finanziario dell’operazione. Trevi ha comunicato di aver trasmesso il 7 ottobre alle banche finanziatrici, attraverso la banca agente, una richiesta di waiver rispetto ai rimedi previsti dal contratto di finanziamento in relazione alla clausola di cambio di controllo, conseguente agli acquisti effettuati da Webuild.
Il cda di Trevi, nell’aggiornare il proprio giudizio, ha quindi preso in considerazione sia le modifiche apportate da Webuild all’offerta sia i più recenti dati di mercato. La conclusione è che il corrispettivo di 5,165 euro è coerente con gli intervalli di valore già individuati dal consiglio, pur trovandosi nella fascia bassa delle valutazioni.
Il giudizio dell’emittente, precisa Trevi, non costituisce una raccomandazione agli azionisti ad aderire o meno all’opa. La decisione resta quindi affidata ai singoli soci, mentre la partita con Icop entra nella fase decisiva. (riproduzione riservata)