Il titolo Trevi perde quasi il 34% a 0,29 euro per 132 milioni di capitalizzazione lunedì 30 marzo dopo i conti del 2025 e l’annuncio dell’aumento di capitale da 100 milioni.
Il consiglio di amministrazione del gruppo Trevi, realtà specializzata nell'ingegneria del sottosuolo, ha approvato i conti relativi al 2025, chiusi con ricavi per 624 milioni di euro, in calo rispetto ai 663,3 milioni del 2024. L’ebitda ricorrente sale invece a 85,5 milioni (da 83,6 milioni), con un margine del 13,7%, in miglioramento di 1,1 punti percentuali. In crescita anche l’utile netto per 8,6 milioni di euro rispetto ai 5,5 milioni dell’anno precedente.
Sul fronte commerciale, gli ordini acquisiti nel 2025 raggiungono 734,3 milioni di euro, in aumento di 128,9 milioni su base annua, mentre il backlog si attesta a 748,1 milioni (+47,2 milioni). Il trend positivo prosegue anche nel 2026, spiega la società guidata dall'ad Giuseppe Caselli: nel primo bimestre il gruppo ha acquisito nuovi ordini per 157 milioni di euro. La posizione finanziaria netta al 31 dicembre 2025 è di 187,4 milioni di euro, in miglioramento di 11,5 milioni rispetto a fine 2024.
Il cda ha inoltre approvato il piano industriale 2026-2029 e le linee guida della manovra finanziaria, che prevedono il rifinanziamento del debito e un aumento di capitale in opzione fino a 100 milioni di euro per sostenere la crescita e rafforzare la flessibilità finanziaria del gruppo.
Infine, è stata deliberata la convocazione dell’assemblea ordinaria e straordinaria degli azionisti per il 13 maggio 2026 in prima convocazione e, se necessario, per il 14 maggio in seconda convocazione.
L’operazione è assistita da un accordo di pre-garanzia sottoscritto con Mediobanca per la sottoscrizione delle nuove azioni eventualmente inoptate per un importo massimo pari all’aumento di capitale, al netto dell’impegno di sottoscrizione assunto da Cdp Equity (25,6% delle quote).
La manovra prevede anche un nuovo finanziamento a medio-lungo termine da 170 milioni di euro a 5 anni per rifinanziare parte del debito e linee di credito e di firma per supportare l'operatività e la partecipazione a nuove gare. (riproduzione riservata)