Tregua in Iran: spread e rendimenti dei titoli di Stato calano, Btp 10 anni al 3,7% resta interessante
Tregua in Iran: spread e rendimenti dei titoli di Stato calano, Btp 10 anni al 3,7% resta interessante
L’annuncio di una tregua di due settimane del conflitto in Iran riduce dal 60% al 20% la possibilità di una stretta sui tassi Bce e fa scendere in modo rilevante i rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro e lo spread Btp/Bund a 76. Le prossime aste e i consigli di Julius Baer

di Francesca Gerosa 08/04/2026 12:00

Ftse Mib
47.091,55 17.40.00

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Dax 30
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Dow Jones
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Nasdaq
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Euro/Dollaro
1,1684 18.00.37

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Spread
76,62 17.30.20

-13,62

L’annuncio di una tregua di due settimane del conflitto in Iran di due settimane del conflitto in Iran riduce dal 60% al 20% la possibilità di una stretta sui tassi di interesse della Bce e fa scendere in modo rilevante i rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro: il Bund 10 anni tedesco rende il 2,93% -14,6 punti base, il Gilt britannico stessa scadenza il 4,69% -20 punti base, gli Oat francesi il 3,57% -20,8 punti base, il Btp 10 anni il 3,69% -26,5 punti base (i tassi sul segmento a due anni, più sensibili alle aspettative sui tassi di interesse, calano al 2,69%), i Bonos spagnoli 10 anni il 3,37% -19,2 punti base e i titoli di Stato greci il 3,65% -23,7 punti base).

«La reazione sottolinea quanto i mercati obbligazionari siano attualmente sensibili agli sviluppi dei mercati energetici e ai rischi geopolitici in senso più ampio. Detto questo, non si tratta certamente di una risoluzione definitiva», sottolinea Dario Messi, Head of Fixed Income Analyst di Julius Baer. «L'incertezza rimane elevata e la situazione potrebbe cambiare nuovamente in fretta».

Tuttavia, gli ultimi sviluppi offrono un’importante indicazione su come potrebbero reagire i mercati obbligazionari qualora lo shock energetico iniziasse ad attenuarsi. In particolare, spiega Messi, un allentamento sostenuto ridurrebbe in modo sostanziale il rischio di effetti di secondo impatto sull’inflazione.

Messi (Julius Baer): puntare sui bond di alta qualità nel segmento 5-10 anni

«La velocità di tale normalizzazione è fondamentale: più rapido è l’adeguamento, minore è la probabilità che le dinamiche inflazionistiche si radichino. I lettori abituali ricorderanno forse il nostro quadro basato su tre scenari riguardo all’esito della guerra. Dal punto di vista della strategia obbligazionaria, l'attuale contesto può essere ulteriormente semplificato. Qualsiasi percorso credibile verso la riduzione dei rischi di inflazione dovrebbe consentire ai mercati obbligazionari di allentare parte della rivalutazione aggressiva della politica monetaria che ha avuto luogo dall'inizio della guerra», prevede Messi.

Allo stesso tempo, se l'attuale calma si rivelasse temporanea e precedesse semplicemente un'altra fase di escalation, prosegue l’esperto di Julius Baer, le preoccupazioni relative alla crescita dovrebbero alla fine tornare al centro dell'attenzione. «Ciò limiterebbe, a sua volta, ulteriori rischi al rialzo dei rendimenti. In altre parole, in entrambi i percorsi futuri, le ragioni per mantenere una certa esposizione alla duration rimangono intatte», consiglia Messi. «Continuiamo a privilegiare le obbligazioni di alta qualità nel segmento 5-10 anni, dove l'equilibrio tra rischi e opportunità appare più convincente».

Focus sulle mosse delle banche centrali

Il tasso di riferimento sui depositi, oggi al 2%, viene visto a fine anno al 2,5% dal 2,75% scontato fino al 7 aprile. Guardando nel dettaglio ai soli Btp si segnala anche il movimento importante dello spread Italia/Germania sceso in chiusura l’8 aprile di 13,6 punti base a quota 76,6 punti base (minimo intraday a 73,6 punti base) da 89 del 7 aprile, si tratta del livello minimo dalla prima metà di marzo. A causa della guerra in Iran si era ampliato da un minimo di 60 punti base a 90 punti base.

Anche il rendimento dei Treasury Usa 10 anni flette al 4,26%. I mercati vedono una probabilità del 50% di un taglio dei tassi da parte della Fed entro la fine dell'anno, mentre in precedenza non prevedevano alcuna manovra. Tutto questo a condizione che regga il fragile cessate il fuoco in Iran, permettendo che le forniture di greggio passino dallo Stretto di Hormuz fino al 7 aprile bloccato.

I Btp un’opportunità per il medio termine

Il conflitto in Iran ha esercitato una forte pressione al rialzo sui prezzi dell’energia e sulle aspettative di inflazione. E anche i Btp hanno subito pressioni in questo contesto. Ma «sebbene la combinazione di tassi più alti e una crescita potenzialmente più lenta rappresenti uno scenario sfidante per i Btp, i rendimenti assoluti sono attraenti in termini storici e rappresentano una buona opportunità per investitori con un orizzonte di medio termine», afferma Luca Cazzulani, Head of Strategy di Unicredit, suggerendo anche i Ccteu in quanto rappresentano un buon strumento per esporsi agli spread creditizi dell’Italia limitando il rischio di duration.

Le prossime aste in Italia

Intanto sul primario stamani la Germania ha collocato 3,817 miliardi di euro nella riapertura del Bund decennale: i titoli febbraio 2036 cedola 2,90% sono stati collocati a un tasso medio del 2,92% dal 2,89% dell'ultima asta con un rapporto di copertura stabile a 1,2. Attiva anche la Grecia con un’offerta di titoli di Stato a 13 settimane. Il Tesoro italiano ha annunciato l’8 aprile che nell'asta a medio-lungo in programma per venerdì 10 aprile offrirà fino a 8 miliardi di euro di Btp (3 anni, 7 anni e 15 anni), all'indomani del collocamento di Bot a 12 e 3 mesi offerti complessivamente per 10 miliardi. In particolare il 9 aprile vanno in asta 7,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con scadenza 14/04/2027 e 2,5 miliardi di euro di Bot a 3 mesi con scadenza 14/07/2026. (riproduzione riservata)