La tredicesima potrebbe diventare più ricca per i lavoratori dipendenti con redditi bassi. Qualche centinaio di euro netti in più sulla busta paga di dicembre, senza un aumento dello stipendio lordo.
Tra le misure, infatti, che secondo fonti di maggioranza, dovrebbero entrare nella prossima manovra c’è la possibilità di applicare un’aliquota fiscale agevolata alla mensilità aggiuntiva. Come anticipato da MF-Milano Finanza.
Per capire la ratio dietro la misura è necessario partire dalle caratteristiche della tredicesima: non è uno stipendio in più ma ogni mese dell’anno il datore di lavoro trattiene un dodicesimo dello stipendio al lavoratore e questi soldi vengono poi ridati al lavoratore a dicembre.
Da segnalare inoltre un’anomalia fiscale. La tredicesima, infatti, non beneficia delle detrazioni riconosciute al lavoro dipendente, che riducono il peso dell’Irpef sulle retribuzioni mensili standard. Ecco che a parità di retribuzione lorda, la tredicesima genera oggi un netto proporzionalmente inferiore rispetto a una mensilità ordinaria, proprio perché non beneficia dello stesso alleggerimento fiscale. Il risultato è un prelievo più pesante proprio sulla mensilità aggiuntiva, quella che dovrebbe invece sostenere le spese di fine anno.
Per il governo si tratta quindi di intervenire in manovra direttamente sul netto. Non sarebbe un aumento contrattuale né un bonus una tantum, ma una minore trattenuta fiscale su una somma già spettante al lavoratore. Al di là di questa certezza, si cerca ancora una quadra sulla specificità della misura, visto che le opzioni sul tavolo sono diverse e ovviamente legate al nodo risorse.
Le percentuali attualmente considerate sono tra il 10% e il 15%. E tra le ipotesi da considerare ci sono una soglia di 15 mila euro e una di 30 mila euro. (riproduzione riservata)