L’ondata di vendite sui titoli di Stato europei, che ha nella Francia (e parzialmente anche nell’Italia) il suo epicentro, unita alla nuova fiammata dell’inflazione innescata dall’impennata dei prezzi energetici possono paradossalmente rappresentare un’opportunità per un portafoglio da rendita. Magari approfittando proprio della situazione attuale per aggiudicarsi cedole generose con prezzi di ingresso inferiori rispetto a pochi mesi fa.
Inoltre, secondo molti consulenti finanziari, costruire un portafoglio da rendita - una strategia da income investors, direbbero gli americani - tramite bond ad alta cedola, azioni ad alto dividendo ed Etf a distribuzione può rappresentare una strada efficace per contrastare l’impennata dei prezzi, generando flussi di cassa costanti e potenzialmente in grado di mantenere il potere d’acquisto.
E visto il balzo dei rendimenti obbligazionari in atto, per un investitore che avesse un po’ di capitale da impiegare per un certo periodo di tempo una soluzione suggestiva potrebbe consistere nel costruire portafogli di titoli di Stato - così da avere una tassazione agevolata del 12,5% su stacchi cedolari ed eventuali plusvalenze finali - pensati appositamente per garantirsi una cedola al mese.
Le filosofie possibili, nell’ambito di una strategia di questo tipo, possono essere due. La prima consiste nell’individuare, una volta stabilito per quanto tempo ci si voglia assicurare (salvo fallimenti degli emittenti, naturalmente) la rendita mensile, i titoli che offrano le migliori cedole in valore assoluto, a prescindere dal prezzo. Il meccanismo della rendita sarebbe così ottimizzato, ma con il rischio di dover pagare alla scadenza il costo di una minusvalenza nel caso il titolo fosse stato acquistato sopra la pari.
La seconda filosofia è invece quella di comprare solo bond sotto la pari, così da far funzionare il meccanismo delle cedole mensili per il periodo stabilito e avere anche un guadagno in conto capitale al momento del rimborso dei bond.
A tal proposito Skipper Informatica ha elaborato per MF-Milano Finanza due simulazioni (tabelle in basso). Per entrambe è stato considerato un capitale iniziale di 100 mila euro e l’obiettivo di avere una cedola al mese per cinque anni, che peraltro sarà anche la scadenza del nuovo doppio collocamento di Btp Valore in emissione a partire dal prossimo lunedì 19 ottobre.
Proprio in coerenza con l’obiettivo di aggiudicarsi una rendita mensile costante per cinque anni (i risultati delle simulazioni permettono in realtà di allungare i flussi mensili a circa cinque anni e mezzo) la scadenza massima dei bond è stata fissata al 2033. Il flusso cedolare non è chiaramente quello migliore in valore assoluto: per ottenerlo sarebbe necessario, infatti, mettere in portafoglio bond a scadenza lunghissima, dai venti anni in su. Ma in questo modo, alla fine del periodo in cui desidera incassare una cedola al mese, l’investitore rischierebbe di trovarsi in portafoglio titoli il cui valore è sceso, e di dover quindi realizzare pesanti minusvalenze in conto capitale.
Il portafoglio con soli bond sotto la pari, come si può vedere dal grafico, è stato costruito incrociando oltre 52 mila combinazioni possibili e prevede l’acquisto di nove titoli di Stato (alcuni di essi prevedono più di uno stacco cedolare all’anno). Si tratta di tre Btp, tre Oat francesi (che ormai sulla scadenza dei sette anni arrivano a rendere anche più del 3,8% netto annuo), due Bonos spagnoli e un Bund tedesco. Il rendimento a scadenza netto annuo medio del portafoglio è del 3,7%, con una duration di 5,87 anni e un prezzo di acquisto medio di 95,14. Con un capitale di partenza di 100 mila euro, ogni anno per cinque anni entrerebbero nel portafoglio dell’investitore 2.828 euro netti, quasi 236 al mese.
Come si può notare, le cifre mensili non sono enormi. Per un investitore individuale con un capitale più basso di quello simulato, ad esempio 50 mila euro, i flussi mensili potrebbero essere sufficienti soltanto per gestire, ad esempio, piccole spese quotidiane come abbonamenti, qualche bolletta e poco più.
Ma non va dimenticato che per loro natura le strategie income possono combinare insieme più obiettivi di portafoglio. Sempre su un orizzonte di cinque anni, per esempio, l’investitore potrebbe voler costruire il tesoretto per l’università di un figlio e intanto avere un flusso cedolare mensile per spese ricorrenti. Diverso è il caso in cui - specie con più capitale di partenza - il risparmiatore volesse massimizzare (fermi restando i limiti sulle scadenze) la rendita mensile.
In tal caso si potrebbe costruire il portafoglio senza guardare necessariamente ai prezzi e accettando (se nel frattempo non cambiano le condizioni di mercato) eventuali minusvalenze al momento del rimborso. In questo scenario la simulazione di Skipper - che considera oltre 137 mila combinazioni - prevede l’acquisto di otto bond, quattro sotto e quattro sopra la pari. Tra i più cari ci sarebbe un Btp in scadenza nel febbraio 2033, che quota più di 108 ma ha una cedola annua del 5,75%. E che dall’inizio di quest’anno si è anche deprezzato parecchio, visto che a gennaio aveva un prezzo superiore a 118. Il portafoglio così composto ha un rendimento a scadenza netto del 3,63%, una duration di 5,73 anni e ogni 12 mesi farebbe entrare nelle tasche dell’investitore, al netto della tassazione, 3.356 euro di flussi cedolari. Media mensile: circa 280 euro. (riproduzione riservata)