Tisg, patrimonio netto negativo sale a 423 milioni. Il Tribunale convoca la società il 28 ottobre
Tisg, patrimonio netto negativo sale a 423 milioni. Il Tribunale convoca la società il 28 ottobre
Per i commissari il fabbisogno finanziario potrebbe raggiungere 17 milioni a marzo 2027. Sotto esame anche l’indipendenza dei consiglieri Mallegni e Bruno e i compensi del board

di Elena Dal Maso 23/10/2026 14:30

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The Italian Sea Group (Tisg) registra un ulteriore deterioramento della situazione patrimoniale e finanziaria, mentre restano da chiarire alcuni aspetti della governance. Il Tribunale di Firenze, sezione fallimentare, ha convocato la società per il 28 ottobre, chiedendo chiarimenti sulle criticità evidenziate dai commissari giudiziali nella terza relazione informativa periodica, depositata il 21 ottobre. All’udienza, fissata in contraddittorio con i creditori e il pubblico ministero, saranno affrontate le questioni rilevanti per la prosecuzione della procedura.

Patrimonio netto negativo a 422 milioni

Al 31 agosto 2026 il patrimonio netto di Tisg era negativo per 422,651 milioni di euro, con un peggioramento di 30,3 milioni rispetto al 30 giugno. La perdita netta dei primi otto mesi ammontava a 46,14 milioni e la gestione caratteristica continuava a non generare margini positivi. Sul fronte della liquidità, la società ha quantificato in circa 4 milioni i debiti sorti dopo il deposito del ricorso e rimasti impagati. Secondo le stime dei commissari, il saldo finanziario rettificato potrebbe diventare negativo già a ottobre, con un fabbisogno cumulato di circa 17 milioni a marzo 2027.

Compensi e consiglieri sotto osservazione

Tra i punti da chiarire figurano anche i compensi degli amministratori. A fronte di un tetto assembleare di 850 mila euro annui e di compensi ordinari finora ripartiti dal consiglio per 110 mila euro, il cash forecast prevede da gennaio 2027 esborsi mensili per circa 71 mila euro, equivalenti su base annua a quasi l’intero plafond. I commissari chiedono di verificare la congruità e la sostenibilità di queste previsioni, che non attestano tuttavia l’avvenuta attribuzione dei compensi.

Sul fronte della governance, sono richiesti approfondimenti sui requisiti di indipendenza dei consiglieri Mallegni e Bruno, sulla composizione dei comitati endoconsiliari e sull’efficacia dei controlli interni e dei presidi sui conflitti d’interesse. Da chiarire anche le potenziali passività legate ai rapporti di appalto, comprese le contestazioni di Cmr Group.

Il tema occupazione

La procedura competitiva Project George ha intanto raggiunto la fase delle offerte vincolanti, con cinque proposte presentate. Restano però incertezze sulle condizioni delle offerte, sui rapporti con gli armatori e sul trattamento dell’indebitamento finanziario. Per i commissari, la prosecuzione del percorso di risanamento dipende dall’individuazione tempestiva di risorse sufficienti a coprire il fabbisogno finanziario e a preservare, per quanto possibile, il valore aziendale e l’occupazione. 

Quanto a quest’ultima, fra le offerte presentate, quella di Sri Global (Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi) prevede l’intera acquisizione del gruppo la conferma della forza lavoro. L’altra offerta per l’intero perimetro sarebbe quella di Azimut-Benetti, mentre sarebbero state presentate proposte per singoli asset da parte di Polo Nautico Carrara, Baglietto e Fincantieri. (riproduzione riservata)