Tisg in concordato, ok all’offerta di Sri Global da 220 milioni. Che cosa accade ora a creditori e azionisti
Tisg in concordato, ok all’offerta di Sri Global da 220 milioni. Che cosa accade ora a creditori e azionisti
Il gruppo nautico ha individuato nella proposta di Sri Group la base del piano di cessione dell’intero complesso aziendale, resta aperta una fase di rilancio delle offerte. Il piano sarà esaminato dal Tribunale di Firenze l’11 novembre

di Elena Dal Maso 03/11/2026 08:25

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The Italian Sea Group imbocca la strada del concordato preventivo in continuità aziendale indiretta e individua nell’offerta di Sri Group Global Limited (Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi), per 220 milioni di euro, la base di riferimento per il piano di risoluzione della crisi. Il consiglio di amministrazione del gruppo nautico quotato a Piazza Affari ha deliberato di presentare la proposta al Tribunale di Firenze, scegliendo tra le cinque offerte vincolanti ricevute quella relativa all’intero complesso aziendale presentata da Sri.

La selezione, tuttavia, non è ancora definitiva: il board ha previsto una fase di rilancio per individuare la proposta migliore per creditori e azionisti e si è riservato la scelta conclusiva dell’acquirente, subordinata anche alla verifica della capacità di sostenere gli impegni assunti.

L’offerta di Sri non è stata ancora accettata da Tisg e richiede la preventiva autorizzazione del Tribunale. La società ritiene possibile firmare il contratto di affitto dell’azienda nella prima settimana di dicembre, in attesa del successivo trasferimento. Il piano sarà esaminato dal Tribunale di Firenze nell’udienza dell’11 novembre.

Il nodo per gli azionisti

Il punto più delicato per il mercato riguarda il trattamento dei creditori e degli azionisti. La proposta concordataria prevede il pagamento integrale dei crediti privilegiati e delle spese di procedura e degli altri crediti prededucibili, mentre ai creditori chirografari viene riconosciuto un soddisfacimento pari a circa il 10%. Nessun pagamento è invece previsto per i creditori postergati. Il piano contempla inoltre il trasferimento ai creditori di tutti i diritti risarcitori e restitutori della società e delle relative azioni, attraverso la loro segregazione in un trust, in un patrimonio destinato o in un’altra forma giuridica da individuare.

Non è prevista alcuna attribuzione di valore agli azionisti. Una volta ottenuta l’omologazione del concordato da parte del Tribunale, Tisg sarà posta in liquidazione. Al termine dell’esecuzione del piano cesserà inoltre di essere titolare dell’azienda e di svolgere direttamente attività operativa. La continuità produttiva e occupazionale sarà affidata al soggetto terzo che verrà definitivamente selezionato e al quale sarà trasferito il complesso aziendale.

La svolta dopo il confronto in Tribunale

La scelta del concordato arriva dopo l’udienza del 28 ottobre davanti al Tribunale di Firenze, al termine di un confronto di circa tre ore con la società e i rappresentanti dei principali creditori. In quella sede era emerso l’orientamento verso il concordato preventivo, ritenuto più adatto a tutelare i creditori e a garantire la prosecuzione dell’attività rispetto al percorso iniziale di composizione negoziata della crisi. I rilievi sulla situazione finanziaria erano critici: al 31 agosto il patrimonio netto risultava negativo per 422,7 milioni di euro, con perdite nei primi otto mesi per 46,1 milioni e un fabbisogno finanziario stimato in circa 17 milioni entro marzo 2027.

Il consiglio ha inoltre modificato il calendario finanziario, rinviando dal 3 novembre al 10 dicembre l’approvazione della relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2026. Il differimento, spiega la società, è necessario per completare le valutazioni sulla sussistenza del presupposto della continuità aziendale e sui conseguenti criteri di redazione del bilancio, anche alla luce della procedura scelta. (riproduzione riservata)