Undici offerte non vincolanti per entrare nel capitale o rilevare asset di The Italian Sea Group, gruppo toscano produttore di yacht. Si chiude con questo risultato la prima fase del processo competitivo avviato dal gruppo della nautica di lusso nell'ambito del percorso di ristrutturazione. Le proposte, ricevute entro la scadenza del 15 settembre, sono relative sia a operazioni strutturate come asset deal (acquisti di asset) sia a share deal (acquisto di azioni) e sono ora al vaglio degli advisor della società.
La gara passa adesso alla seconda fase, alla quale saranno ammessi i soggetti selezionati sulla base delle offerte ricevute. Il nuovo passaggio prevede una due diligence più approfondita, con l'obiettivo di arrivare alle offerte vincolanti entro il 15 ottobre. La società mantiene invece riservati sia i nomi dei partecipanti sia i contenuti delle proposte, per garantire la confidenzialità delle interlocuzioni e il corretto svolgimento del procedimento.
Il risultato della prima fase arriva in un momento cruciale per Tisg Il gruppo di Marina di Carrara, proprietario dei marchi Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, Nca Refit e Celi 1920, è impegnato da luglio in una procedura di regolazione della crisi ai sensi dell'articolo 44 del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, avviata con l'obiettivo di preservare la continuità aziendale.
Proprio nei giorni scorsi il Tribunale di Firenze ha concesso alla società una proroga di 60 giorni, decorrenti dalla scadenza del termine originariamente assegnato, per il deposito del piano definitivo e della conseguente proposta. Il provvedimento, depositato il 10 settembre e comunicato alla società il 14 settembre, consente quindi di allineare il lavoro sul piano di risanamento con la ricerca di un nuovo assetto finanziario e industriale.
Sul tavolo ci sono due possibili strutture dell'operazione. Nel caso di un asset deal, l'intervento potrebbe riguardare singoli asset del gruppo, mentre lo share deal prevede un ingresso nel capitale attraverso un'operazione di ricapitalizzazione, con l'obiettivo di rafforzare la struttura patrimoniale e finanziaria della società. La documentazione predisposta da Tisg per la procedura indicava inoltre una tempistica indicativa che prevedeva il signing entro il 26 ottobre, fermo restando il rispetto degli adempimenti societari e delle autorizzazioni necessarie.
La ricerca di nuovi investitori si inserisce in una situazione finanziaria particolarmente complessa. Al 31 luglio 2026 la posizione finanziaria netta della capogruppo era negativa per 179,6 milioni di euro, mentre il patrimonio netto risultava negativo per oltre 402 milioni. A fine 2025 il gruppo aveva chiuso l'esercizio con ricavi per 295,1 milioni, un ebitda negativo per 99,2 milioni e una perdita netta di 170,9 milioni.
Il piano di rafforzamento predisposto nei mesi scorsi prevede un intervento complessivo fino a 290 milioni di euro, articolato in un aumento di capitale fino a 140 milioni e nell'emissione di strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni. L'esito della gara sarà quindi determinante anche per definire la struttura definitiva dell'intervento sul capitale e il percorso per il riequilibrio finanziario.
Per Tisgil calendario delle prossime settimane è dunque particolarmente fitto: selezione degli investitori ammessi alla seconda fase, due diligence, offerte vincolanti entro il 15 ottobre e, parallelamente, definizione del piano da sottoporre al tribunale. La società ha inoltre in calendario per il 30 settembre l'assemblea degli azionisti, mentre il cda dovrebbe esaminare la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno il 16 ottobre.
Il passaggio delle 11 offerte non vincolanti rappresenta così un primo snodo concreto nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi. Ma sarà la seconda fase, con le offerte vincolanti e la definizione dell'eventuale nuovo assetto proprietario e finanziario, a stabilire la direzione del salvataggio. (riproduzione riservata)