Gli analisti di S&P Global Ratings incrementano la valutazione di Tim, facendola salire di un notch da «BB» a «BB+» grazie al miglioramento della generazione dei flussi di cassa e della leva finanziaria.
Secondo S&P, «sebbene il mercato italiano delle telecomunicazioni rimanga competitivo, notiamo un panorama più razionalizzato». Le «solide performance nel segmento enterprise e in Brasile» realizzate da Tim portano gli analisti a prevedere «una crescita sostenuta degli utili e una forte generazione di flussi di cassa, con una leva finanziaria rettificata che dovrebbe scendere a 3 volte e un rapporto free operating cash flow/debito che dovrebbe raggiungere circa l’8% nel periodo 2026-2027». Il profilo creditizio rafforzato, «unito all’impegno per la riduzione della leva finanziaria, fornisce a Tim un margine sufficiente per affrontare le potenziali pressioni competitive in Italia», proseguono gli esperti.
Ora la società di tlc deve concentrarsi sul miglioramento del business con i clienti nazionali: per questo motivo l’agenzia di rating mantiene l’outlook stabile.
Quest’estate entrerà nel vivo la maxi opas da 10,8 miliardi di Poste Italiane su Telecom Italia. Un’operazione destinata a generare un colosso da poco meno di 27 miliardi di fatturato (13,1 Poste e 13,7 Tim), un risultato operativo (ebit pro forma) di 4,8 miliardi, 150 mila dipendenti e 17 mila punti vendita sul territorio con una capitalizzazione di mercato pro forma di circa 35 miliardi, che sale a 40 se si considerano le future sinergie. Considerando queste prospettive, Deutsche Bank ha alzato da 21 a 29,1 euro il prezzo obiettivo su Poste Italiane, confermando la raccomandazione buy (comprare).
La chiusura dell’operazione è attesa entro il terzo trimestre del 2026.
Per gli analisti di Db il deal sull’azienda di tlc è «trasformativo, con un potenziale di rialzo a doppia cifra».