Dal miraggio al sogno che si realizza. Per molti anni Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, ha guardato quel pacchetto di 26 milioni di opzioni sulle azioni del gruppo, assegnate nel 2022, con una certa rassegnazione. Per poterle esercitare e trasformare in azioni vendibili occorreva che il titolo superasse lo strike price di 42 centesimi, rettificato poi di recente a 34,6.
Cosa che è stata del tutto impossibile per molto tempo, ma che da un anno circa è diventata fattibile. Grazie al coraggio del manager di credere nell’azienda che guidava, data da tanti invece per spacciata.
Venduta la rete, abbattuto il debito e ritrovato alla fine anche l’utile, ecco che dopo aver stazionato nell’intorno dei 20 centesimi per lungo tempo il titolo è alla fine esploso con un rally a tripla cifra percentuale, salendo a fine febbraio fino ai massimi di 66 centesimi. Già ad aprile del 2025 aveva superato la soglia di 34,6 centesimi del prezzo d’esercizio.
E da allora non si è più fermato, divenendo uno dei titoli con la migliore performance di Piazza Affari, corroborato ora dall’opas di Poste che valuta Tim 63,5 centesimi per azione. Un successo per Labriola, personale e finanziario, che dovrebbe protrarsi nel tempo.
È difficile infatti che il titolo possa tornare indietro, vista l’opas del colosso postale che cristallizza il valore attuale. E così da febbraio 2027 Labriola potrà portare a casa il premio per il lavoro di rinascita finanziaria e borsistica del gruppo tlc. Dovrà trasformare le opzioni in azioni al valore dello strike price e poi sarà libero di venderle. In teoria, visto il prezzo ormai bloccato dell’opas, se esercitasse tutte le opzioni, comprando allo strike price dovrebbe incassare un importo al netto degli acquisti poco inferiore a 8 milioni di euro.
Cifra che si aggiungerà alla remunerazione abituale del manager. Il quale nel 2025 ha incassato in totale 2,9 milioni di euro suddivisi tra parte fissa (1,4 milioni) e variabile. Nel 2026 tra l’altro il bonus variabile salirà a 2 milioni in virtù del superamento dei parametri economico-finanziari conseguiti l’anno scorso. E in votazione alla prossima assemblea del gruppo ci sarà anche il nuovo piano Lti 2026-2028, che prevede assegnazioni gratuite di azioni ai top manager di Tim.
Non solo; Labriola, come detto, ha dimostrato di credere per primo al rilancio della società, comprando azioni quando il titolo non si schiodava dai 20 centesimi. A fine 2025 il pacchetto di titoli Tim in tasca all’amministratore delegato era di 2,9 milioni di pezzi. Per un valore ai prezzi attuali di quasi 1,9 milioni di euro. Su cui, visti i bassi prezzi di acquisto, c’è una plusvalenza virtuale a tripla cifra percentuale. Fiducia ripagata. (riproduzione riservata)