Tim resterà «una società chiamata a operare autonomamente, con responsabilità industriali, gestionali ed economiche proprie», indipendentemente «dal futuro assetto di quotazione». A dirlo ai dipendenti, secondo quanto riporta Radiocor, è stato lo stesso Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, dopo il primo incontro, avvenuto il 13 ottobre, con i vertici di Poste Italiane e dedicato al programma di integrazione tra le due società al termine dell’opas.
Secondo quanto scritto da Labriola, l’amministratore delegato del gruppo Poste Italiane, Matteo Del Fante, ha sottolineato che la fase finanziaria dell'operazione è terminata e «comincia il progetto industriale» che unisce «competenze, infrastrutture e capacità complementari per creare valore e raggiungere i risultati economico-finanziari già annunciati al mercato». Labriola ha aggiunto che Tim ha davanti «una grande opportunità industriale» e «sta a tutti noi trasformarla in valore».
Labriola ha proseguito parlando di «due grandi sfide» per Tim. La prima è «presidiare e sviluppare i mercati in cui operiamo: dalla connettività alle tecnologie digitali, dai servizi finanziari alla logistica», riporta l’agenzia. La seconda «è rafforzare la relazione con i cittadini attraverso le nostre applicazioni digitali e le nostre reti fisiche, come i negozi e gli uffici postali». Pur partendo da «asset importanti», il potenziale da esprimere è ancora «significativo», per l’ad di Tim.
Poste contribuirà con «una presenza capillare sul territorio e una relazione quotidiana con milioni di clienti. Attraverso le proprie app copre il 60% delle interazioni quotidiane digitali in Italia. Questa capacita' di relazione e distribuzione, insieme alle nostre infrastrutture e competenze, apre opportunità rilevanti».
Infine Labriola sottolinea «tre asset distintivi che rafforzano il valore industriale del progetto: una delle più grandi customer platform italiane, grazie alla combinazione delle basi clienti, delle reti commerciali e dei canali digitali delle due aziende in linea con le ambizioni dell'Italia in materia di sovranità digitale, Tim è l'unica telco italiana il backbone della rete di Tim, tre volte più esteso di quello dei nostri competitor, rende il 5G standalone più forte e resiliente, creando un vantaggio competitivo per sviluppare servizi digitali avanzati, sicuri e ad alte prestazioni». Un ruolo centrale «spetta a Tim Enterprise, con le competenze nel cloud, nella cybersecurity, nell'IoT e nei servizi digitali avanzati». (riproduzione riservata)