Il ceo di Poste Italiane, Matteo Del Fante, conferma l’obiettivo delisting di Tim, ma con il mantenimento dell’autonomia del gruppo telefonico, e parla del futuro di Tim Brasil. Le dichiarazioni arrivano dal Forum Moneta, dove Del Fante è stato intervistato.
Le tempistiche per il delisting di Tim non sembrano essere particolarmente strette. «Il nostro obiettivo è di non mantenerla quotarla», ha detto Del Fante. Il ceo di Poste ha aggiunto che spera di «finire l'operazione prima del mio mandato. Quindi prima dell'aprile 2029 dovremmo arrivare al delisting e ad avere il 100% di Tim».
Il delisting però non implica la perdita dell’indipendenza gestionale di Tim. «Noi vogliamo che l'azienda rimanga indipendente sotto il nostro controllo, però con una sua autonomia gestionale che gli può permettere di essere sufficientemente agile in un settore molto complesso. Le daremo tutto quello che gli può dare una capogruppo per l'operatività», ha aggiunto Del Fante.
Il ceo di Poste è stato interpellato anche sul futuro di Tim Brasil, la controllata sudamericana di Tim che da tempo rappresenta la cash cow dell’operatore tlc. «Tim Brail ha fatto un sacco di soldi, produce molto cassa. Non è in vendita ma non è nemmeno strategica nel disegno. La useremo in maniera tattica nei prossimi mesi», ha detto Del Fante.
Insomma, una sua valorizzazione non sembra essere all’ordine del giorno: per Poste il mantenimento di Tim Brasil nel perimetro del gruppo, salvo offerte fuori mercato, sembra essere l’opzione primaria, vista la volontà di non svendere un tale generatore di cassa. (riproduzione riservata)