Tim, ecco tutte le condizioni dell’opas di Poste: dalla soglia del 66,67% al concerto con il Mef
Tim, ecco tutte le condizioni dell’opas di Poste: dalla soglia del 66,67% al concerto con il Mef
Tra il 90 e il 95% il gruppo guidato da Matteo Del Fante non ripristinerà il flottante, mentre sopra il 95% si avvarrà del diritto di squeeze-out

di Alberto Mapelli 23/03/2026 11:05

Ftse Mib
43.189,80 17.40.00

+0,81%

Dax 30
22.653,86 18.00.00

+1,22%

Dow Jones
46.436,42 20.00.46

+1,88%

Nasdaq
22.043,48 19.55.43

+1,83%

Euro/Dollaro
1,1628 19.40.28

+0,74%

Spread
88,51 17.30.14

-1,97

L’opas totalitaria di Poste Italiane su Tim è stata benedetta dal governo italiano. Un aspetto forse scontato, ma che viene esplicitato anche all’interno dei documenti depositati dal colosso guidato dal ceo Matteo Del Fante

All’interno della documentazione, infatti, viene specificato che l’operazione è da considerarsi in concerto con il Ministero dell'Economia, azionista di Poste con il 29,2%. A fini di chiarezza, tuttavia, Poste precisa che saranno solo loro a «rendersi acquirente delle azioni oggetto dell'offerta che saranno portate in adesione, così come a sopportarne i costi derivanti dal pagamento del corrispettivo». 

Le condizioni dell’offerta

Poste parte da una base del 27,315% delle azioni ordinarie di Tim, in questo momento. L’operatore tlc, però, ha avviato un’operazione di conversione delle azioni di risparmio già approvata dai soci e che dovrebbe completarsi in estate. Al termine di essa, Poste avrà il 20,104% del capitale di Tim.

L’opas verrà ritenuta valida da Poste solamente se raggiungerà la soglia minima del 66,67% delle azioni di Tim, in grado quindi di avere la maggioranza dell’assemblea straordinaria dell’operatore tlc.

Inoltre, Poste specifica già ora che, nel caso in cui arrivi a detenere una percentuale di capitale di Tim tra il 90% e il 95%, «non ripristinerà un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni» a Piazza Affari. Se venisse superato il 95%, invece, Poste dichiara la volontà di avvalersi del diritto di squeeze-out per «acquistare le rimanenti azioni» di Tim. (riproduzione riservata)