The Italian Sea Group sprofonda: perdita di 171 milioni e aumento di capitale fino a 290 milioni per il risanamento
The Italian Sea Group sprofonda: perdita di 171 milioni e aumento di capitale fino a 290 milioni per il risanamento
Irregolarità contabili, extracosti sulle commesse e un tribunale che non concede tregua: il costruttore di superyacht di Marina di Carrara affronta la crisi più grave della sua storia con un maxipiano da 290 milioni

di Elena Dal Maso 03/08/2026 08:55

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The Italian Sea Group chiude il 2025 con conti pesantemente in rosso e accelera il piano di risanamento. Il consiglio di amministrazione ha approvato il bilancio consolidato che evidenzia una perdita netta di 170,9 milioni di euro rispetto all'utile di 33,9 milioni del 2024.

Rafforzamento di capitale da 140 +150 milioni

Il costruttore italiano di superyacht e megayacht di lusso fondato da Giovanni Costantino propone agli azionisti una delega per un aumento di capitale fino a 140 milioni di euro e la possibilità di emettere strumenti finanziari partecipativi fino a 150 milioni, strumenti destinati a sostenere la manovra finanziaria nell'ambito della procedura di crisi.

Ricavi in calo del 27% nel 2025

I ricavi consolidati sono scesi del 27% a 295,1 milioni di euro dai 404,4 milioni del 2024. Ancora più marcato il peggioramento della redditività: l'ebitda è passato da un utile di 70,3 milioni a un valore negativo per 99,2 milioni, mentre l'ebit è scivolato a -141,2 milioni dai precedenti 57,7 milioni. La società attribuisce il deterioramento alle irregolarità contabili emerse all'inizio del 2026, agli extracosti sulle commesse navali e alla necessità di contabilizzare fondi per contratti onerosi.

Anche i ricavi operativi mostrano un deciso rallentamento. La divisione Shipbuilding ha registrato 264,9 milioni (-27%), mentre il business Refit si è fermato a 17,1 milioni, con un calo del 59% rispetto al 2024. Si riduce anche il portafoglio ordini: l'order book scende a 1,03 miliardi da 1,24 miliardi, mentre il net backlog passa da 433,4 a 349,5 milioni.

Netto calo della posizione finanziaria netta

Peggiora sensibilmente anche la situazione finanziaria. La posizione finanziaria netta è negativa per 129,6 milioni contro i -12,5 milioni di fine 2024. La società evidenzia inoltre una posizione finanziaria netta a breve pari a 119 milioni, dopo il mancato rispetto dei covenant bancari, l'interruzione dei rimborsi dei finanziamenti dall'inizio del 2026 e la richiesta di moratoria agli istituti di credito in attesa della definizione della manovra finanziaria.

Il piano di risanamento

Sul fronte del risanamento, TISG conferma di essere impegnata nella predisposizione del piano economico-finanziario nell'ambito della procedura avviata ai sensi dell'articolo 44 del Codice della crisi d'impresa. La società precisa però che il piano è ancora in fase di elaborazione e che non è possibile formulare previsioni attendibili sui tempi e sull'esito del percorso. Gli amministratori ritengono comunque sussistenti i presupposti della continuità aziendale, pur riconoscendo la presenza di significative incertezze legate alla riuscita del piano.

Il Tribunale di Firenze respinge la richiesta di sospendere i contratti. Assmblea il 30 settembre

Nel frattempo il Tribunale di Firenze ha respinto la richiesta della società di sospendere i contratti di costruzione delle imbarcazioni. Il provvedimento lascia invariati gli obblighi contrattuali e mantiene la facoltà degli armatori, ove ne ricorrano i presupposti, di sciogliersi dai contratti. TISG sta ora valutando gli effetti della decisione sul portafoglio ordini e sul piano di risanamento.

Tra le altre novità figurano le dimissioni della società di revisione BDO Audit Services, che dovrà essere sostituita dall'assemblea convocata per il 30 settembre, chiamata anche ad approvare il bilancio, rinnovare gli organi sociali e deliberare sulle deleghe per il rafforzamento patrimoniale.  (riproduzione riservata)