Tesoro, va a ruba il Btp dual tranche da 17,5 miliardi: all’estero oltre l’80%. La domanda sfiora 200 miliardi
Tesoro, va a ruba il Btp dual tranche da 17,5 miliardi: all’estero oltre l’80%. La domanda sfiora 200 miliardi
Il nuovo Btp decennale 1° luglio 2036, di importo pari a 14 miliardi di euro, offre un tasso del 3,8% e quello indicizzato all'inflazione con scadenza vent'anni da 3,5 miliardi il 2,25%. Ordini anche dal Nord America e dal Medio Oriente

di di Francesca Gerosa 15/04/2026 19:00

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Non è solo Banca d’Italia a certificare l’appetito in aumento per i titoli di Stato italiani (a gennaio 2026 il controvalore detenuto dagli investitori esteri è salito a 891,632 miliardi di euro dai 872,152 di dicembre, segnando un nuovo massimo dall'introduzione della serie). Il Tesoro ieri ha sfiorato 200 miliardi di ordini collocando, nonostante il contesto geopolitico ed economico difficile, via sindacato tra investitori istituzionali, il nuovo Btp decennale a tasso fisso 1° luglio 2036 e il nuovo titolo indicizzato all'inflazione con scadenza vent'anni (15 febbraio 2046).

Va a ruba il Btp dual tranche da 17,5 miliardi

Il primo, di importo pari a 14 miliardi di euro, offre un tasso del 3,8% ed è stato prezzato al reoffer di 99,731, il secondo da 3,5 miliardi offre il 2,25% di rendimento reale ed è stato prezzato a 99,459. Il tutto a fronte di una domanda boom: oltre 157 miliardi e oltre 36 miliardi, rispettivamente, per un totale superiore a 193 miliardi.

Più nel dettaglio, secondo quanto comunicato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, hanno partecipato al collocamento 400 investitori per il Btp a 10 anni e 200 per il Btpei a 20 anni. Molto attivi i fund manager che hanno sottoscritto il 37,9% dell’emissione del titolo decennale e il 40,4% del ventennale, mentre le banche il 23,1% e il 15,6%, rispettivamente.

Agli investitori esteri oltre l’80%

«I due collocamenti hanno visto una partecipazione straordinariamente diversificata: circa 45 Paesi per il titolo decennale e 26 per il ventennale. Molto ampia e senza precedenti è stata la partecipazione degli investitori esteri, che hanno sottoscritto una quota pari all’88,2% del 10 anni e all’81,4% del 20 anni, mentre gli investitori domestici hanno acquistato, rispettivamente, l’11,8% e il 18,6%», ha sottolineato il Mef.

Tra gli investitori esteri, la quota più rilevante è stata sottoscritta in Europa, in particolare da Regno Unito (30% sul 10 anni e 27% sul 20 anni), Paesi scandinavi (9,9% e 8,1%), Penisola Iberica (8,5% e 14,2%), Germania, Austria e Svizzera (8,4% per entrambi i titoli), Francia (4,3% e 2,8%) e da altri Paesi europei (11,8% e 1,5%).

Ordini anche dal Nord America e dal Medio Oriente

Invece, gli investitori nordamericani hanno sottoscritto il 4,3% del Btp decennale e il 3,1% del titolo ventennale. Una quota rilevante è stata sottoscritta anche dagli investitori in Medio Oriente, rispettivamente il 6,4% e il 12%, mentre quella dei due collocamenti assegnata a investitori asiatici è stata pari, rispettivamente, al 4,6% e al 4,3%.

Il 20,6% a banche centrali e istituzioni governative

Al contempo, gli investitori con un orizzonte di investimento di lungo periodo hanno acquistato una quota significativa pari al 34,4% dell’emissione per il Btp a 10 anni (dei quali il 20,6% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre il 13,7% a fondi pensione e assicurativi) e il 38,6% per il Btpei a 20 anni (di cui il 27,7% è stato allocato a banche centrali e istituzioni governative, mentre il 10,9% a fondi pensione e assicurativi). Agli hedge fund, invece, il 4,6% e il 5,4%, rispettivamente.

Il collocamento è stato effettuato tramite la costituzione di un sindacato composto da sei lead manager: Banco Santander, Citibank Europe, Crédit Agricole, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo e Société Générale, mentre tutti gli altri specialisti in titoli di Stato hanno rivestito il ruolo di co-lead manager dell’operazione.

Focus sulle prossime emissioni retail

«Non ci aspettavamo una risposta così forte dal mercato considerando il contesto geopolitico molto critico», ha detto a Mf un trader. «Ma il successo del collocamento dimostra come siano ancora consistenti le sacche di liquidità da investire e il forte appetito per il rischio Italia». L’esperto guarda anche alle prossime emissioni retail: a maggio scade un Btp Italia e da qui alle fine dell’anno si aspetta altre due emissioni per i piccoli risparmiatori. (riproduzione riservata)