Tesla e SpaceX, Musk conferma le trattative per una fusione da 3.500 miliardi di dollari: AI al centro dell’operazione
Tesla e SpaceX, Musk conferma le trattative per una fusione da 3.500 miliardi di dollari: AI al centro dell’operazione
Le due società hanno costituito comitati indipendenti per valutare l’operazione, che potrebbe diventare la più grande fusione societaria della storia. Musk non partecipa ai negoziati per il conflitto d’interessi: «Ci sono molti vantaggi nell’unire le aziende». Ma un accordo non è ancora certo

di Andrea Boeris 21/10/2026 08:30

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Elon Musk apre ufficialmente alla possibilità di una fusione tra Tesla e SpaceX, in un’operazione che potrebbe dare vita a un colosso da circa 3.500 miliardi di dollari di capitalizzazione e diventare la più grande aggregazione societaria della storia. Le due aziende hanno costituito comitati indipendenti per valutare l’operazione, come ha confermato lo stesso Musk durante la presentazione dei risultati trimestrali di SpaceX. È il primo passo concreto verso un possibile accordo che riunirebbe sotto un unico gruppo le attività automobilistiche, energetiche e robotiche di Tesla con quelle spaziali e satellitari di SpaceX.

«Penso che ci siano molti vantaggi nell’unire le due società», ha dichiarato Musk, spiegando che una collaborazione più stretta permetterebbe soprattutto di accelerare lo sviluppo dei software di intelligenza artificiale avanzata. Il miliardario ha però precisato di non partecipare alle discussioni dei comitati a causa del conflitto d’interessi legato al suo ruolo di amministratore delegato e azionista di entrambe le aziende. 

Una fusione da 3.500 miliardi di dollari

SpaceX ha attualmente una capitalizzazione di circa 2.000 miliardi di dollari, mentre Tesla vale quasi 1.500 miliardi. L’eventuale integrazione creerebbe quindi uno dei maggiori gruppi quotati al mondo, con attività che spaziano dalle auto elettriche ai robot umanoidi, dai lanci spaziali ai satelliti Starlink, fino alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

Le due società hanno già diversi legami industriali e finanziari, come ha dimostrato la collaborazione sulla Tesla Roadster che quasi vola. SpaceX ha acquistato da Tesla Cybertruck per oltre 100 milioni di dollari, mentre xAI, la società di intelligenza artificiale fondata da Musk e successivamente acquisita da SpaceX, è uno dei principali clienti dei sistemi di accumulo energetico su larga scala prodotti da Tesla. Le aziende condividono anche alcuni investitori e parte del personale. L’ipotesi di fusione circola da tempo, soprattutto dopo la quotazione di SpaceX al Nasdaq dello scorso giugno, con un’ipo da 75 miliardi di dollari, la più grande della storia.

L’intelligenza artificiale al centro dell’operazione

La spinta più forte verso una possibile fusione arriva dagli investimenti sempre più elevati nell’intelligenza artificiale. Tesla sta cercando di trasformarsi da costruttore automobilistico a gruppo tecnologico, puntando sulla guida autonoma, sui robotaxi e sul robot umanoide Optimus. SpaceX, oltre ai lanci spaziali e alla rete satellitare Starlink, sta invece sviluppando infrastrutture di calcolo e sistemi di intelligenza artificiale attraverso xAI.

Unire le due aziende potrebbe permettere di condividere risorse finanziarie, capacità di calcolo e tecnologie, riducendo almeno in parte i costi necessari per sostenere questi progetti. Musk ha indicato proprio nello sviluppo di software per la cosiddetta superintelligenza uno dei principali vantaggi dell’operazione.

Il progetto di fusione arriva però in una fase in cui entrambe le società stanno sostenendo investimenti molto elevati. Tesla prevede di spendere oltre 25 miliardi di dollari nel 2026, mentre SpaceX sta aumentando rapidamente le risorse destinate ai data center e alle infrastrutture tecnologiche. Un’eventuale fusione solleverebbe inevitabili interrogativi anche sulla destinazione della liquidità e sulla distribuzione degli investimenti tra le diverse attività.

Musk: «La fusione non è una certezza»

Nonostante l’apertura di Musk, la strada verso un accordo resta lunga. I comitati indipendenti dovranno valutare la convenienza dell’operazione per gli azionisti delle rispettive società, definire un’eventuale struttura finanziaria e affrontare le questioni legate alla governance. Musk ha spiegato che, per ottenere il via libera alla fusione, Tesla avrebbe bisogno del sostegno di almeno il 50% di tutte le azioni della società, non soltanto della maggioranza di quelle rappresentate al voto. Una condizione che rende particolarmente importante il consenso degli investitori istituzionali.

«Alcuni danno per scontato che la fusione tra SpaceX e Tesla sia una certezza. Penso che sarebbe un’esagerazione», ha avvertito il manager. La reazione iniziale dei mercati è stata comunque positiva. Dopo le dichiarazioni di Musk, SpaceX ha guadagnato il 4,6% negli scambi successivi alla chiusura di Wall Street, mentre Tesla è salita dell’1,2%.

Per gli investitori il prossimo appuntamento è già fissato per mercoledì 21 ottobre, quando Tesla presenterà i risultati del terzo trimestre. Oltre ai margini dell’attività automobilistica e alla generazione di cassa, l’attenzione sarà catalizzata dalle eventuali novità rispetto alla possibile fusione con SpaceX e al futuro degli investimenti nell’intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)