Terna chiude il primo trimestre del 2026 con risultati in crescita sul fronte operativo e una sostanziale stabilità dell’utile netto a 276,5 milioni di euro (+0,4%), confermando la solidità del proprio modello di business in uno scenario geopolitico e macroeconomico ancora complesso.
Il Consiglio di amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Igor De Biasio, oltre ad aver approvato i conti, ha preso atto delle recenti modifiche ai vertici societari, con la cessazione dell’incarico della ad Giuseppina Di Foggia e il conferimento ad interim dei poteri gestionali al presidente fino all’assemblea del 12 maggio. Il titolo, alle 13:20, segnava una flessione del 2,15%.
Nel periodo gennaio-marzo i ricavi si attestano a 988,7 milioni di euro, in aumento del 9,6% rispetto agli 901,8 milioni del primo trimestre 2025. Il risultato è sostenuto dalla crescita delle attività regolate, legata all’incremento della rab e all’entrata in esercizio di nuovi asset, e dal contributo delle attività non regolate, in particolare nel comparto energy services e apparecchiature.
«Lo scenario dei primi tre mesi dell’anno rende ancora più evidente la necessità di rafforzare la sicurezza del Sistema Elettrico Nazionale», si legge nella nota della società, «ridurre la dipendenza dell’Italia dalle fonti fossili e accelerare con la transizione energetica, in piena coerenza con i traguardi di decarbonizzazione delineati dall’Unione Europea. In tale contesto complesso e molto volatile ha registrato un miglioramento dei propri indicatori economico-finanziari».
L’ebitda si porta a 697,6 milioni (+7%), mentre l’ebit sale a 449,8 milioni (+3,9%), dopo ammortamenti e svalutazioni pari a 247,8 milioni. L’utile netto di gruppo si attesta a 276,5 milioni (+0,4%), riflettendo il contributo operativo positivo, parzialmente compensato da maggiori oneri finanziari e da un incremento della pressione fiscale.
Il gruppo registra una riduzione dell’indebitamento finanziario netto a 12,17 miliardi di euro, in calo di 830 milioni rispetto a fine 2025. Il miglioramento è riconducibile, tra l’altro, all’emissione del green bond ibrido perpetuo da 850 milioni classificato come equity. Il patrimonio netto di gruppo sale a 8,90 miliardi (7,79 miliardi a fine 2025).
Gli investimenti del periodo si attestano a 511,4 milioni, in calo del 9% rispetto ai 562,1 milioni del primo trimestre 2025, che beneficiava della chiusura di milestone rilevanti su grandi progetti infrastrutturali. Restano centrali gli interventi sulla rete elettrica nazionale, con avanzamenti su Tyrrhenian Link, Sa.Co.I.3, Adriatic Link e sulle principali dorsali di trasmissione.
Per l’esercizio 2026 Terna conferma l’outlook e prevede ricavi a 4,41 miliardi, un ebitda di 2,93 miliardi, un utile netto di 1,12 miliardi e investimenti complessivi per circa 4,2 miliardi. Il gruppo conferma il focus su transizione energetica, sicurezza del sistema elettrico e digitalizzazione della rete, in linea con il piano industriale 2024-2028. (riproduzione riservata)