Terna, nuovo cda a giorni sulla buonuscita da 7,3 milioni  per Giuseppina Di Foggia
Terna, nuovo cda a giorni sulla buonuscita da 7,3 milioni per Giuseppina Di Foggia
Dopo il cda straordinario di oggi 20 aprile, sarà convocato un nuovo incontro a giorni per discutere sulle severance dell’ad uscente. Per succedere a Di Foggia a capo di Terna, Cdp ha già indicato l’attuale ad di Enav Pasqualino Monti

di Nicola Carosielli e Angela Zoppo 20/04/2026 13:34

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Sarà convocato a giorni un nuovo cda per discutere sul caso buonuscita di Giuseppina Di Foggia, ad uscente di Terna. Dopo l’incontro della mattina del 20 aprile, secondo sarà convocato a giorni un nuovo appuntamento per approfondire il tema della richiesta di buonuscita da 7,3 milioni di euro che Di Foggia sta chiedendo. Gli incontri sono stati convocati in seguito alle precisazioni del Mef del 19 sera, che con una nota ha ricordato la direttive del 2023 per limitare o escludere indennità da corrispondere a fine mandato nelle partecipate. La ceo uscente non vuole rinunciare alla buonuscita di 7,3 milioni di euro nonostante l’azionista pubblico l’abbia indicata alla presidenza dell’Eni. Il passaggio di incarichi al vertice da una partecipata pubblica all’altra non prevede severance, ed è esattamente il caso di Terna ed Eni, che sono società infragruppo, avendo entrambe Cdp come maggiore azionista. Ma la manager non intende lasciare l’attuale incarico se non le sarà riconosciuta l’indennità non tanto come ceo ma come direttore generale, e nemmeno l’irritazione di Giorgia Meloni l’ha convinta, per ora, a un passo indietro. 

L’aut aut di Chigi

Èproprio in questo contesto che sembrerebbe che da Palazzo Chigi siano intenzionati a non arretrare di un passo dalla linea, ponendo davanti a Di Foggia un aut aut chiaro: o la buonuscita o la presidenza Eni. Come scritto da milanofinanza.it per succedere a Di Foggia a capo di Terna, Cdp ha già indicato l’attuale ad di Enav, Pasqualino Monti (qui tutte le nomine di questa tornata di rinnovi). L’irrigidimento da parte della manager viene commentato come inopportuno e irrispettoso da fonti del governo, soprattutto perché sembra sempre meno evitabile un braccio di ferro legale. Intanto, però, Di Foggia rischia di perdere il nuovo incarico alla presidenza dell’Eni: affinché l’assemblea degli azionisti, fissata per il 6 maggio, la consideri eleggibile, infatti, la manager deve dimettersi per tempo dal suo attuale incarico. Si tratta dello stesso meccanismo che ha portato il dirigente del Tesoro, Stefano Cappiello, a dimettersi dal cda di Terna il 17 aprile, in quanto presente nella lista del Mef come nuovo consigliere di Eni. (riproduzione riservata)