Giuseppina Di Foggia potrebbe sciogliere le riserva sul suo futuro. Secondo quanto appreso da milanofinanza.it, la manager avrebbe comunicato alla premier Giorgia Meloni di valutare le dimissioni da ceo di Terna, rinunciando così alla buonuscita da 7,3 milioni e, soprattutto, rendendosi disponibile a ricoprire il ruolo di presidente di Eni. Ancora tutto è da decidere, ma l’eventuale scelta sarebbe evidentemente condizionata dall’uscita della premier, che stamattina ha mostrato pubblicamente tutto il suo disappunto: «Penso che la Di Foggia debba scegliere tra la presidenza dell’Eni e la buonuscita di Terna, mi pare abbastanza semplice la questione».
Queste le parole della Meloni, pronunciate al Salone del Mobile di Milano, in risposta a chi le ha chiesto se il governo stesse valutando alternative per la presidenza dell’Eni alla luce delle mancate dimissioni di Giuseppina Di Foggia da Terna (visto che l’assemblea Eni si terrà prima della scadenza del suo mandato nella società della rete elettrica). In ogni caso, chiarisce la presidente del Consiglio, «questa credo che sia una scelta della Di Foggia, ovviamente nel caso valuteremo le nostre alternative».
Già ieri, 20 aprile, si è svolto un cda straordinario a cui non ha preso parte l'ad uscente, a cui seguirà un nuovo incontro nei prossimi giorni. Tra i punti c’era proprio l’approfondimento sulla richiesta di buonuscita da 7,3 milioni di euro che Di Foggia chiede dopo aver guidato il gruppo della rete elettrica italiana per tre anni e a cui non vuole rinunciare nonostante l'azionista Cdp l'abbia indicata alla presidenza dell'Eni.
Il passaggio di incarichi al vertice da una partecipata pubblica all'altra non prevede una buonuscita ed è esattamente il caso di Terna ed Eni, che sono società infragruppo avendo entrambe Cdp come maggiore azionista. Ma la manager non intende lasciare l’attuale incarico se non le sarà riconosciuta l'indennità, non tanto come ceo ma come direttore generale. E finora nemmeno l’irritazione di Giorgia Meloni sembrava l’avesse convinta a fare un passo indietro. Ma adesso l’uscita pubblica della premier potrebbe cambiare tutto. (riproduzione riservata)