Tenaris, l’effetto Hormuz pesa sui ricavi ma l’utile batte le attese. Raddoppiato l’acconto sul dividendo
Tenaris, l’effetto Hormuz pesa sui ricavi ma l’utile batte le attese. Raddoppiato l’acconto sul dividendo
Nonostante la flessione dei principali dati del conto economico la società ha  superato le stime degli analisti. Che apprezzano anche le prospettive di distribuzione agli azionisti

di Marco Capponi 06/08/2026 09:50

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Conti in ordine per Tenaris che, seppur in flessione rispetto allo scorso anno, è riuscita a battere – anche se non di molto – le attese degli analisti relative alle principali voci di bilancio.

A cominicare dai ricavi trimestrali, che per la società produttrice di tubi per l’industria energetica sono stati pari a 2,97 miliardi di dollari (il gruppo bergamasco esprime il bilancio in valuta americana), meno dei 3,09 dello scorso anno ma meglio del consenso che prevedeva un fatturato di 2,94 miliardi. A Piazza Affari, nella mattinata di giovedì 6 agosto, il titolo perde circa lo 0,7% a 24,6 euro per azione. 

Effetto Hormuz sul fatturato, ma l’utile batte il consenso

«Nel secondo trimestre le nostre vendite sono diminuite del 4% rispetto al trimestre precedente, riflettendo in larga misura il rinvio delle spedizioni ai clienti nel Medio Oriente a causa della chiusura effettiva dello stretto di Hormuz per la maggior parte del periodo», sottolinea la società in una nota. «Anche il nostro margine ebitda è diminuito, a causa di costi logistici unitari più elevati, un minore assorbimento dei costi fissi e l'aumento dei costi delle materie prime».

Considerando un margine operativo lordo di 649 milioni (contro un’attesa di 646) la marginalità è scesa dal 23,7% del primo trimestre al 21,9% attuale (era al 23,8% a un anno). Nonostante ciò, l’utile netto del gruppo ha raggiunto quota 477 milioni di dollari, il 9% in più rispetto alle stime del consenso Bloomberg.

Acconto sul dividendo da 59 centesimi

Contestualmente, il board di Tenaris ha dato il via libera al pagamento di un acconto sul dividendo da 59 centesimi per azione, il che presuppone una distribuzione agli azionisti di circa 600 milioni di dollari. L’acconto sulla cedola verrà pagato a novembre.

Gli analisti, alla luce di ciò, si dicono fiduciosi sul dividendo complessivo per l’intero anno finanziario. «L’acconto annunciato è doppio rispetto a quello dello scorso anno», scrivono da Jefferies (raccomandazione buy, prezzo obiettivo di 32 euro per azione con upside potenziale del 29%). «Ciò implica almeno 1,8 miliardi di distribuzione per l’intero anno, contro i 900 milioni del 2025». Nonostante ciò, precisano gli analisti, «la mancanza di un buyback può deludere, portando l’aspettativa di distribuzione totale agli azionisti a 2,2 miliardi». (riproduzione riservata)