Il titolo Technoprobe tocca a Piazza Affari il top del 15 luglio a quota 32,60 euro dopo aver annunciato venerdì 14 a mercato chiuso il completamento degli adempimenti necessari alla costituzione della partnership strategica in Cina. Alle 11:00 del 17 agosto segna un +0,38% a 31,56 euro. In un anno ha messo a segno un +388% ed è stata una delle più grandi novità della classifica di Milano Finanza dei Paperoni 2026: i 725 italiani con il maggior patrimonio in azioni.
La famiglia Crippa, che controlla Technoprobe, era sedicesima un anno fa con 2,6 miliardi di euro, adesso è quarta con 10,4 miliardi. In dodici mesi il valore della loro quota nell’azienda è esploso: quasi 7,8 miliardi di ricchezza azionaria in più.
Come atteso, il partner locale ha investito 35 milioni di dollari per una quota del 30% di Nexprobe Semiconductor, controllata cinese del produttore italiano di soluzioni per il testing dei chip, che manterrà quindi il 70%. L’accordo prevede, inoltre, diritti limitati di veto a tutela dell’investimento del partner e un obbligo di lock-up.
L’operazione era già stata annunciata a marzo e rientra nella strategia di ingresso di Technoprobe nel mercato cinese, con focus sul segmento delle probe card per applicazioni AI, attraverso un modello local-for-local, con capacità produttiva dedicata e il trasferimento di tecnologia proprietaria (più avanzata rispetto a quella disponibile sul mercato cinese, ma senza includere le soluzioni top di gamma del gruppo) con investimenti incrementali relativamente contenuti.
Il management del gruppo aveva indicato in precedenza che il solo mercato cinese delle probe card per AI potrebbe valere diverse centinaia di milioni di euro. Nelle sue stime Equita ha assunto un primo contributo dalla Cina di circa 30 milioni di euro nel 2027, in crescita a 80 milioni nel 2028 e verso 100 milioni nel 2029/2030.
Banca Akros ritiene positivo, sebbene atteso, l’avanzamento della joint venture in Cina e ricorda che, nel medio termine, un rafforzamento della presenza sul mercato cinese potrebbe rappresentare un’opportunità per la società.
Al contempo la scorsa settimana è stato riportato che l’azionista statunitense Teradyne, che detiene una partecipazione pari al 10% del capitale di Technoprobe, ha incrementato i propri diritti di voto dal 5,99% all’11,59%. «L’aumento dei diritti di voto di Teradyne era atteso. Confermiamo la nostra raccomandazione buy e il nostro target price a 40 euro sull’azione», precisa Banca Akros. Anche Equita ha ribadito il rating buy con un target price a 40 euro. (riproduzione riservata)