Ritorna l’interesse degli investitori per Technoprobe. L’azione il 29 settembre è balzata fino a un massimo a quota 32,80 euro, il top dal 15 luglio. In chiusura è salita del 6,8% a 32,32 euro con volumi di scambio elevati: 1,5 milioni di pezzi contro una media a 20 giorni di 1,3 milioni.
Un rimbalzo dopo che il titolo è sceso del 10,4% negli ultimi tre mesi (+261% in un anno), sostenuto da Goldman Sachs che ha alzato sia le stime sul gruppo che produce soluzioni per l'esecuzione di test sui microchip sia il target price a 12 mesi, confermando una raccomandazione buy.
Acquistare Technoprobe per riflettere l’accelerazione della domanda legata all’intelligenza artificiale. «La nostra valutazione è sostenuta dal posizionamento distintivo dell’azienda italiana nel segmento delle probe card per semiconduttori destinati alla logica avanzata, grazie alle sue competenze nella tecnologia mems, all’integrazione verticale, a una capacità produttiva significativa e scala nelle attività di ricerca e sviluppo», spiega Goldman Sachs.
In particolare, la banca d’affari americana ha aumentato le stime sui ricavi dell’azienda per il periodo 2026-2028 del 7-20% a 1,105 miliardi di euro (628 milioni nel 2025), 1,714 miliardi e 2,125, rispettivamente, alla luce di una performance nel primo semestre di quest’anno migliore delle attese; di previsioni sui ricavi di breve periodo più elevate, dopo un risultato superiore alle indicazioni fornite dalla stessa società; della maggior fiducia nella capacità di Technoprobe di espandere la propria capacità produttiva nel medio periodo, a seguito del potenziamento dei piani di investimento.
Goldman Sachs ha alzato anche le previsioni sul margine lordo di 2-4 punti percentuali, grazie al mix di prodotti più favorevole, con una maggior incidenza delle probe card per applicazioni AI/Gpu, e a una miglior efficienza produttiva. «Continuiamo, tuttavia, ad assumere una certa normalizzazione del mix di prodotti nel quarto trimestre del 2026», precisa la banca d’affari.
Questo, combinato con una maggior leva operativa derivante dalla base di ricavi più elevata, determina un aumento del 17-23% delle stime di ebit sempre per il periodo 2026-2028 a 451,3 milioni (136,3 milioni nel 2025), a 739,6 milioni, a 951 milioni, rispettivamente. Mentre l’utile per azione sale a 0,54 euro (0,15 nel 2025), a 0,88 euro e a 1,13 euro.
Di conseguenza il target price a 12 mesi sul titolo è stato migliorato da 40 a 44 euro, applicando un multiplo prezzo/utile di 42x sugli utili attesi per il 2028 rispetto al precedente multiplo di 45x. Il multiplo più basso riflette un approccio alla valutazione più equilibrato, in seguito al forte de-rating registrato dall’inizio dell’anno dai titoli del settore semiconduttori maggiormente esposti all’AI. I rischi principali per il target price comprendono un rallentamento della spesa per le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale e ritardi nell’aumento previsto della capacità produttiva di Technoprobe. (riproduzione riservata)