Tassi, Bce verso un altro aumento a settembre. Ma non ci sarà un ciclo di rialzi come nel 2022-2023
Tassi, Bce verso un altro aumento a settembre. Ma non ci sarà un ciclo di rialzi come nel 2022-2023
La banca centrale è orientata a una pausa a luglio. Ecco le attese dei mercati

di Francesco Ninfole 11/06/2026 21:25

Ftse Mib
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Dax 30
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Dow Jones
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+1,86%

Nasdaq
25.807,79 23.05.37

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Euro/Dollaro
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Spread
76,49 17.29.32

-0,86

La Bce alza i tassi al 2,25%, rispetto al livello del 2% che era stato mantenuto da un anno, a causa degli effetti indiretti sull’inflazione legati alla guerra in Medio Oriente. L’ultimo aumento era stato varato a settembre 2023.

La decisione è stata presa all’unanimità dal consiglio direttivo che però non si è sbilanciato sulle mosse future e ha mantenuto un approccio «riunione per riunione», a causa dell’alta incertezza sul conflitto tra Usa e Iran.

I mercati monetari scontano altre due strette entro fine anno, con una probabilità del 60% di un nuovo intervento già nella prossima riunione di luglio.

Ma secondo indiscrezioni il consiglio direttivo è più orientato a un’altra mossa (potrebbe anche essere l’ultima) a settembre. Anche molti economisti vedono il prossimo aumento a settembre, assieme alle nuove proiezioni macro.

La presidente Bce Christine Lagarde ha detto al termine della riunione che la stretta non è stata «una forma di assicurazione», ma piuttosto «un segnale» che è stato «necessario per la situazione dell’economia».

Le proiezioni macroeconomiche macroeconomiche sull’Eurozona ieri sono state riviste al rialzo sull’inflazione (al 3% quest’anno, dal precedente 2,6%) e al ribasso sulla crescita (allo 0,8%, da 0,9%).

Il rialzo dei tassi, ha spiegato Lagarde, è dovuto alla durata oltre le attese della guerra in Medio Oriente e all’inizio della propagazione dei rincari di gas e petrolio al resto dell’economia.

La Bce vede per il momento effetti indiretti dell’energia sugli altri prezzi, ma non impatti di secondo livello, quelli più pericolosi perché sarebbero dovuti a una spirale tra carovita e salari.

Inoltre, ha precisato Lagarde, la stretta è stata considerata opportuna in ognuno degli scenari elaborati dall’Eurosistema, incluso uno più positivo che si è aggiunto a quello avverso e a quello severo.

In altri termini, un aumento dei tassi è stato giudicato come la miglior mossa anche in caso di deviazioni (positive o negative) dalle proiezioni di base. Perciò la Bce si considera «ben posizionata» in ogni scenario.

L'inflazione e le misure della banca centrale

Il pericolo maggiore, secondo Lagarde, sarebbe stato invece quello di non alzare i tassi lasciando strada a un possibile aumento del carovita, poi più difficile da frenare.

La Bce vede un’inflazione oltre l’obiettivo del 2% fino a settembre 2027, pur considerando curve dei tassi con altre due strette.

In ogni caso Lagarde ha sottolineato che le aspettative di inflazione di mercato nel lungo termine sono ancorate al 2%, segno che gli operatori non temono una perdita del controllo dei prezzi da parte della banca centrale.

Il rialzo rappresenta l’addio alla politica del «guardare oltre» i prezzi dell’energia, ovvero quella che prevede di lasciare fermi i tassi, in attesa di una discesa dell’inflazione.

Nello stesso tempo Lagarde ha detto che la reazione della Bce finora «non è stata forte», in assenza di una spirale sui prezzi.

Si può dedurre perciò che Francoforte si trovi adesso in una situazione intermedia che richiede un aumento misurato dei tassi, non un ciclo di aumenti come quello del 2022-2023. Ma tutto resta legato alla durata e alla portata della guerra in Medio Oriente.

Quanto al pil, Lagarde ha rassicurato: «Non siamo in un contesto in cui la crescita manca o sia minacciata in modo significativo». La revisione al ribasso delle proiezioni è stata solo dello 0,1% quest’anno, una correzione inferiore a quella sull’inflazione complessiva (+0,4%) e di fondo (+0,2%).

La crescita secondo la Bce resterà sostenuta dagli investimenti tecnologici e nella difesa. Alcuni economisti tuttavia ritengono che i rischi sul pil siano maggiori di quelli indicati da Francoforte.

Il rischio AI e la Vigilanza

Lagarde ha anche osservato riguardo ai pericoli dell’Ai e di sistemi come Mythos di Anthropic che «stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg».

Intanto in tema di Vigilanza la Bce ha annunciato una razionalizzazione delle misure di supervisione verso le banche, che sono in media circa 100 per ogni istituto. In futuro la Vigilanza si concentrerà su quelle di maggior rilievo. (riproduzione riservata)