Bce, gli economisti vedono un aumento limitato dei tassi nei prossimi mesi. Attesa una stretta a settembre
Bce, gli economisti vedono un aumento limitato dei tassi nei prossimi mesi. Attesa una stretta a settembre
La banca centrale ha alzato i tassi per rispondere agli effetti indiretti della guerra. Gli analisti sono convinti che non ci sarà un ciclo di rialzi come nel 2022-2023

di Francesco Ninfole 12/06/2026 20:00

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La Bce è tornata ad alzare i tassi al 2,25%, dopo un anno in cui erano al 2%. La precedente stretta era stata varata quasi tre anni fa. La domanda principale che ora si pongono gli operatori, e anche famiglie e aziende alle prese con mutui e prestiti, è fin dove arriveranno gli aumenti dei tassi Bce.

Non è facile dare indicazioni in un contesto geopolitico che può cambiare in ogni momento in modo radicale. Ma gli economisti sono convinti che non si ripeterà il ciclo di aumenti visto nel 2022-2023, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quando la Bce ha alzato i tassi da -0,5% al 4%.

Oggi il punto di partenza dei tassi è più alto. Inoltre la domanda è più debole rispetto ad allora, quando era sostenuta dalle riaperture dopo la pandemia.

Perciò la maggior parte degli analisti ritiene che salvo sorprese la Bce aumenterà i tassi soltanto un’altra volta, probabilmente a settembre.

Un rialzo è possibile già nella prossima riunione del 23 luglio, come ha evidenziato il presidente della Bundesbank Joachim Nagel, anche se probabilmente una stretta anticipata sarebbe la conseguenza di un nuovo incremento significativo dell’inflazione e dei prezzi di gas e petrolio.

Peraltro il 12 giugno i mercati dell’energia sono andati in direzione opposta, sulla scia di un possibile accordo tra Usa e Iran che allontanerebbe (o secondo alcuni annullerebbe) un ulteriore rialzo dei tassi. Così i mercati monetari hanno ridotto in modo significativo le attese di strette: il nuovo rialzo Bce è stato scontato dagli operatori a settembre (non a luglio), mentre è diventata incerta una terza mossa.

Le attese degli analisti

«Un aumento dei tassi a settembre sarebbe coerente con le proiezioni Bce», ha osservato Barclays, secondo cui «una mossa a luglio richiederebbe un peggioramento significativo in ambito energetico».

Gli economisti della banca britannica vedono rischi di una stretta ulteriore di una stretta ulteriore se i prezzi di gas e petrolio rimarranno alti più a lungo e se ci saranno effetti di secondo livello sull’inflazione come quelli che sarebbero innescati da una spirale salari-prezzi.

Unicredit ha osservato che «la Bce avrà bisogno probabilmente solo di una limitata stretta aggiuntiva, se come atteso i prezzi dell’energia inizieranno a scendere in estate». Gli economisti indicano tre motivi di un intervento ridotto: le aspettative di inflazione restano ancorate, i tassi di mercato sono già saliti e la crescita dei salari rimarrà contenuta.

La presidente Bce Christine Lagarde ha definito «robusta» la decisione di alzare i tassi l'11 giugno, aggiungendo che era la mossa migliore anche nei tre scenari alternativi preparati dall’Eurosistema (uno positivo, uno avverso e uno severo).

Secondo Unicredit lo scenario più favorevole implicherebbe un solo aumento dei tassi (già varato), quello avverso un incremento fino al 3% e quello severo fino al 3,5-4%. Ma gli economisti dell’istituto ritengono che la Bce si fermerà al 2,5% a settembre, un livello considerato nella parte alta della forchetta di tassi neutrali: «L’economia dell’Eurozona non ha bisogno di una politica monetaria restrittiva nello scenario base».

Per Goldman Sachs aspettare fino a settembre «permetterebbe al consiglio direttivo Bce di avere proiezioni economiche aggiornate e informazioni aggiuntive sul conflitto in Iran e sulla dinamica dell’inflazione».

Anche Bofa vede un «breve ciclo di rialzi» che si concluderà a settembre, in linea con la «risposta misurata» di politica monetaria di cui aveva parlato Lagarde a fine marzo.

La presidente Bce aveva allora indicato tre possibili reazioni della banca centrale al conflitto in Medio Oriente. In caso di shock limitato, Francoforte avrebbe potuto restare ferma: questa ipotesi però è svanita. Se invece la deviazione dal target di inflazione del 2% sarà rilevante, servirà una risposta più forte della politica monetaria. Per il momento però, ha fatto capire Lagarde l’11 giugno, siamo in uno scenario intermedio che richiede un aggiustamento moderato dei tassi.

«La variabile chiave da monitorare sono gli effetti di secondo round attraverso i salari», ha rilevato AcomeA Sgr. «Le aspettative di inflazione a breve termine sono salite, ma quelle a lungo termine restano stabili e complessivamente ben ancorate. Questo fattore mantiene la Bce in territorio "misurato" per ora, ma definisce anche il punto critico: un’accelerazione sostenuta dei salari sposterebbe quasi certamente la funzione di reazione verso un tightening più deciso».

Alcuni economisti non escludono però la possibilità che la stretta Bce sia finita. «Se i prezzi dell’energia continueranno a scendere, la Bce non avrà motivo di aumentare nuovamente i tassi né a luglio né a settembre», ha rilevato Berenberg. «La contrazione della domanda derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia e dallo shock di fiducia legato all’Iran sarà sufficiente a contenere il rischio di importanti effetti di secondo impatto sull’inflazione, senza che la Bce debba intervenire con misure restrittive di politica monetaria».

Inoltre per Berenberg «i lavoratori faranno fatica a spingere per aumenti salariali significativi» e «la debole domanda dei consumatori dovrebbe impedire alle aziende di trasferire interamente gli aumenti di costo».

Le mosse della Fed di Kevin Warsh

La Bce è stata la prima grande banca centrale ad alzare i tassi per rispondere alla guerra in Medio Oriente. Ora l’attenzione è rivolta alla riunione del 17 giugno della Fed, la prima presieduta da Kevin Warsh, diviso tra il rialzo dell’inflazione negli Stati Uniti e le pressioni di Trump per un taglio dei tassi. I mercati scommettono che la Fed resterà ferma la prossima settimana e scontano un rialzo della banca centrale Usa entro inizio 2027. (riproduzione riservata)