Tasse, la premier Giorgia Meloni promette altri tagli: Irpef al 33% fino a 60 mila euro. Ed esclude una patrimoniale
Tasse, la premier Giorgia Meloni promette altri tagli: Irpef al 33% fino a 60 mila euro. Ed esclude una patrimoniale
La premier rivendica anche l'approvazione della legge delega sul nucleare, con cui l'Italia vuole ridurre la dipendenza energetica dall'estero

di Silvia Valente 24/09/2026 19:31

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Anche con la quinta manovra di questa legislatura «vogliamo continuare a tagliare le tasse per tutti e, in particolare, abbiamo un occhio di riguardo per un ceto che è motore di questa nazione: alleggerirlo serve a tutti, compatibilmente con la situazione che dobbiamo affrontare, dato un contesto intorno a noi che non è facilissimo. Sicuramente è uno dei nostri obiettivi e non per ragioni elettorali, perché è giusto farlo».

Lo ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento video alla prima edizione della Festa de Il Tempo, a Palazzo Wedekind a Roma. La prima concretizzazione di questo obiettivo, come hanno ribadito in più occasioni vari esponenti della maggioranza che sostiene l’esecutivo Meloni, è l’estensione del taglio dell’Irpef al 33% anche per i redditi tra i 50 e i 60 mila euro. 

Sempre in materia fiscale, la premier ha poi rivendicato il taglio del bollo. «Alla sinistra non piace il fatto che ci sia un governo che non solo non introduce nuove tasse sulla proprietà, ma che addirittura toglie, taglia le tasse sulla proprietà. Per loro è un sacrilegio, perché la strada giusta è, diciamo, mettere le mani nelle tasche dei cittadini e usare quei soldi per pagare provvedimenti creativi e disastrosi. Penso al Superbonus. Non è la nostra ricetta, se ne devono fare una ragione», ha detto la premier. 

Allo stesso modo, ha aggiunto Meloni, «per le patrimoniali bisognerà aspettare un governo diverso da questo, ammesso che arriverà». «Per quello che ci riguarda, noi continuiamo a lavorare per cercare di tagliare le tasse», ha ribadito Meloni.

Il nucleare è legge

La presidente del Consiglio si è anche espressa sull’ok definitivo del Parlamento alla legge delega sul nucleare: «Dopo quarant'anni l'Italia torna ad avere un quadro di regole per produrre il nucleare». D’altronde «abbiamo vissuto un paradosso: importiamo energia elettrica fatta da centrali nucleari» ma finora «non abbiamo potuto produrla». 

Si tratta, inoltre, secondo Meloni, di «una scelta di visione». Da un lato, «quando anche l'energia nucleare sarà operativa saremo meno dipendenti dall'estero». Dall’altro lato, «avremo bollette meno care». Magari, ha aggiunto la premier, «non sarò al governo quando gli italiani vedranno realizzata questa rivoluzione, ma sarò molto contenta di aver dato una sferzata in questa direzione». (riproduzione riservata)