Tasse, Istat: la pressione fiscale sale al 43,5%
Tasse, Istat: la pressione fiscale sale al 43,5%
Il reddito disponibile delle famiglie è cresciuto dello 0,4% mentre il potere d’acquisto degli italiani si è ridotto dello 0,9% rispetto al trimestre precedente

di Silvia Valente 05/10/2026 11:50

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La pressione fiscale ha raggiunto quota 43,5% nel secondo trimestre del 2026, in aumento di 0,5 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Lo rileva Istat con il «Conto delle Pa e le stime relative alle famiglie e alle società, parte dei Conti trimestrali dei settori istituzionali». 

Da segnalare che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,7%.

Emerge che, quindi, «il reddito disponibile delle famiglie ha segnato un aumento inferiore a quello della spesa per consumi finali, determinando una contrazione della propensione al risparmio», spiega l'Istat, evidenziando come in diminuzione sia risultato anche il potere d'acquisto delle famiglie: -0,9% rispetto al trimestre precedente. 

Parallelamente, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 6,7%, in diminuzione di 1,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Il deficit migliora al 2%

Nel secondo trimestre l’indebitamento netto delle Pa in rapporto al pil è stato pari al -2% (-2,1% nello stesso trimestre del 2025). Il saldo primario è risultato positivo, con un’incidenza sul pil del 3% (2,2% nel secondo trimestre del 2025). Il saldo corrente è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul pil del 2,9% (3,3% nel secondo trimestre del 2025). 

L’Istat, inoltre, segnala che nel secondo trimestre del 2026 il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del secondo trimestre del 2025. La stima del pil per l’anno in corso risulta pari allo 0,8%, confermando quanto diffuso lo scorso primo settembre.

Le società non finanziarie investono di più 

Nel secondo trimestre, la quota di profitto delle società non finanziarie, pari al 42,1%, è diminuita di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Al contrario, il tasso di investimento delle società non finanziarie, pari al 26,4%, è aumentato di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.  (riproduzione riservata)