Accelerano i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi, proseguendo la loro corsa verso massimi pluriennali, a causa delle preoccupazioni sull’inflazione e sulla politica monetaria delle Banche centrali. Il rendimento del titolo del Tesoro a 30 anni, che in genere reagisce agli sviluppi geopolitici, è salito, nella seduta del 29 settembre, di 4 punti base al 5,609%, un livello che non si vedeva dal 2002. Il rendimento del titolo del Tesoro a 10 anni – il principale benchmark per i mutui ipotecari, i prestiti auto e i debiti delle carte di credito – è aumentato di 4 punti base al 5,285%.
A spingere verso l’alto i rendimenti, come detto, sono soprattutto le preoccupazioni degli investitori sull’andamento dell’inflazione e sulla traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve. Il biennale, più sensibile alle aspettative sui tassi della banca centrale, si è invece mantenuto poco mosso intorno al 4,922%.
L’aumento dei rendimenti riflette anche le tensioni sul mercato energetico legate al conflitto in Medio Oriente e le preoccupazioni per l’elevato livello del debito pubblico statunitense.
Secondo le indicazioni del mercato monitorate attraverso il CME FedWatch, gli operatori stanno prezzando una probabilità superiore al 72% di un nuovo rialzo dei tassi alla riunione di ottobre. La Fed aveva già aumentato il tasso di riferimento di 25 punti base nella riunione di settembre, con una decisione unanime del Federal Open Market Committee.
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