Riusciranno i nostri eroi di Swatch Group a fare boom anche questa volta? Riuscirà il ceo del gruppo, Nick Hayek, a squassare dalle fondamenta il mondo a volte un po’ troppo serio dell’orologeria? Dopo il ciclone MoonSwatch (sotto), che a oltre quattro anni dal lancio non smette di essere, come si dice, “in hype”, un’altra collaborazione bomba pare profilarsi all’orizzonte.
Questa mattina, 6 maggio 2026, su alcuni quotidiani e sulle principali piattaforme sono apparse delle inserzioni pubblicitarie che riportavano solo il logo di Swatch, accompagnato da parole enigmatiche come Royal e Pop e da una data: 16 maggio.
Proprio la versione dell’adv con la scritta Royal sta facendo impazzire collezionisti e appassionati: è infatti realizzata con lo stesso carattere tipografico che Audemars Piguet utilizza per il proprio Royal Oak (sotto). È dunque alle viste il primo Royal Oak interpretato da Swatch?
I rumor tra gli addetti ai lavori circolavano da un po’. Che nella pentola di Swatch stesse bollendo qualcosa di interessante era nell’aria. Chi opera nell’ambiente e ha buona memoria, ricorda che l’ex ceo di Audemars Piguet, François-Henry Benhammias, definì a suo tempo “geniale” la collaborazione tra Swatch e Omega.
I vertici dei marchi, inoltre, hanno tra loro stretti rapporti (ma questo è piuttosto comune nel mondo dell’orologeria). Il 16 maggio sarà un sabato, stesso giorno della settimana (26 marzo 2022) in cui il MoonSwatch fu disponibile nei negozi. Dunque, se tre indizi fanno una prova, come nella migliore tradizione del romanzo giallo, il “colpevole” lo abbiamo già; per scoprire il “delitto”, dovremo ancora aspettare 10 giorni.
Intanto i social ribollono. Nella vita, nell’arte, nell’industria, quando il popolare si mescola con l’aulico immediatamente le fazioni si dividono. Tra semplici appassionati, esperti, operatori di settore c’è chi grida alla lesa maestà (di Audemars Piguet), chi parla di «profonda tristezza», chi trova la possibilità di questa collab semplicemente strabiliante. Chi pensa che sia il modo perfetto, per Swatch, di avvicinare all’orologeria quei giovani che leggono l’ora sul telefono, sul microonde, sul televisore, sul computer, ma difficilmente sul proprio polso. E proliferano immagini create con l’intelligenza artificiale (sopra e sotto) che si divertono a immaginare come potrebbe essere un ipotetico Royal Pop.
E mentre nelle due aziende le bocche sono cucite, sicure sono due cose, in attesa del 16 maggio. Una: se fosse tutto vero, Nick Hayek si confermerebbe non solo uno dei più grandi geni dell’industria orologiera, ma dell’industria tutta. Due: prepariamoci alle code infinite fuori dalle boutique Swatch e alle scene di isterismo già viste quattro anni fa. È il marketing bellezza, il marketing, e tu non ci puoi far niente, niente! (Riproduzione riservata)