Svolta Ue sulle banche, in arrivo proposte su garanzia dei depositi e titoli di Stato. Ecco il piano di Bruxelles
Svolta Ue sulle banche, in arrivo proposte su garanzia dei depositi e titoli di Stato. Ecco il piano di Bruxelles
La Commissione delinea le misure per la competitività del settore. Le banche chiedono norme più leggere sui crediti deteriorati

di Francesco Ninfole 17/07/2026 21:30

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La Commissione Ue apre un nuovo capitolo sulle banche. Il rapporto sulla competitività del settore, presentato venerdì 17 luglio dalla commissaria per i Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque, ha delineato la strategia dei prossimi mesi, con proposte legislative che saranno definite a inizio 2027.

I temi sul tavolo sono quelli su cui si è bloccata la discussione in passato, a cominciare dalla garanzia comune sui depositi e da regole per il possesso di titoli di Stato nei bilanci. Ma stavolta secondo Bruxelles è maggiore la spinta politica per un compromesso tra Paesi.

Il contesto è cambiato rispetto agli anni scorsi. Fino a poco tempo fa l’Unione bancaria era «nice to have», ora invece il bisogno di agire è diventato più chiaro, secondo quanto osserva un alto funzionario Ue.

In passato le negoziazioni si sono fermate a causa dell’opposizione tra condivisione e riduzione dei rischi. I Paesi del Nord temevano in particolare l’elevato peso dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche del Sud.

Ora gli npl sono distribuiti tra Paesi in modo quasi uniforme. Le banche del Sud sono tra le più solide e redditizie. I fondi di risoluzione, che sono una difesa in caso di emergenze, sono stati alimentati in pieno dagli istituti di credito.

Inoltre a livello geopolitico è emerso con evidenza che l’Europa, senza un vero mercato unico per le banche, resterà vaso di coccio tra Stati Uniti e Cina nel comparto finanziario. Negli anni Novanta JpMorgan e Deutsche Bank avevano una simile capitalizzazione di mercato, adesso il gruppo Usa è 15 volte più grande.

La maggiore volontà politica degli Stati sull’Unione Bancaria deve però ora tradursi in proposte legislative dettagliate. Le divisioni non sono del tutto scomparse.

Uno dei passi decisivi sarà l’intesa su garanzia dei depositi e titoli di Stato. Sui conti correnti l’Ue si allontanerà dalle proposte note come Edis (European Deposit Insurance Scheme) lanciate nel 2015 e mai approvate, soprattutto per il no della Germania (le banche tedesche hanno applaudito l'addio a Edis).

La gestione delle crisi e la garanzia dei depositi

Come riportato già nelle bozze del rapporto Ue, anticipate su MF-Milano Finanza il 18 giugno e il 14 luglio, la Commissione ha precisato di voler «allineare meglio le responsabilità e il finanziamento delle misure di gestione delle crisi e di garanzia dei depositi, nell’ambito delle reti di sicurezza esistenti dell’Unione bancaria, sia a livello centrale che nazionale».

La proposta affronterà anche le vulnerabilità residue degli schemi di garanzia dei depositi (Dgs) in merito alle carenze di liquidità nelle crisi. L’obiettivo sarà «garantire che il fallimento di un gruppo transfrontaliero non crei distorsioni nei singoli Stati né oneri a carico dei sistemi di garanzia dei depositi e dei bilanci nazionali, nonché di assicurare una protezione equa dei depositi coperti in tutta l'Unione bancaria». Questo «ridurrà la complessità derivante dall’attuale distinzione tra Dgs e fondi di risoluzione».

Bruxelles si muoverà sulle linee delle proposte del 2017, quando la discussione si era orientata verso la fornitura di liquidità tra Paesi, non per una condivisione delle perdite. L’approccio sarà con ogni probabilità per gradi.

La diversificazione dei titoli di Stato nei bilanci

In tema di titoli di Stato nei bilanci bancari, invece, la Commissione «proporrà ulteriori misure per affrontare il rischio di un’eccessiva concentrazione delle esposizioni sovrane e per incoraggiare ulteriormente la diversificazione dei portafogli di bond pubblici da parte delle banche».

L’obiettivo è lasciare invariata la domanda complessiva di bond pubblici da parte degli istituti europei, ma con minore esposizione al mercato domestico. Le banche italiane potrebbero ridurre l’esposizione ai Btp, che però nello stesso tempo dovrebbe aumentare nei gruppi esteri.

Un punto difficile sarà assicurare che la domanda estera sia stabile, senza fughe in eventuali momenti di difficoltà sui mercati, come accaduto nella crisi del debito sovrano.

Il mercato unico e la crescita delle banche europee

Le misure su depositi e titoli di Stato rientrano nel programma più generale di rendere meno frammentato il mercato Ue consentendo la crescita delle banche europee. La Commissione Ue ha promesso interventi per facilitare il movimento transfrontaliero della liquidità, oggi bloccata nei confini nazionali per 230 miliardi, secondo i calcoli Bce.

Riguardo ai vincoli nazionali alle aggregazioni, la Commissione Ue sottolinea nell’ultima bozza che «ricorrerà agli strumenti di applicazione della legge qualora ci siano violazioni del diritto dell’Unione da parte degli Stati membri, in particolare per quanto riguarda gli interventi in materia di fusioni e acquisizioni che rischiano di compromettere la libera circolazione dei servizi e dei capitali».

Bruxelles vuole intervenire con più velocità e decisione per evitare che gli Stati impediscano aggregazioni bancarie, come accaduto in Germania per Unicredit-Commerzbank e in Italia con il golden power su Unicredit-Banco Bpm.

La Commissione Ue inoltre valuta regole più proporzionate per le piccole banche e alcune modifiche ai requisiti di capitale di Basilea 3 (in particolare riguardo a società senza rating, mutui, credito specializzato e investimenti in software) per considerare le specificità Ue. In tema di semplificazione, Bruxelles punta alla riduzione del numero di buffer di capitale.

Le banche chiedono norme più leggere sugli npl

La strategia europea sulla competitività bancaria è stata accolta con favore dalla Bce.

Anche le banche hanno apprezzato il piano Ue: «L’Europa non può realizzare le proprie ambizioni in materia di competitività senza un settore bancario in grado di impiegare il capitale in modo efficiente a livello transfrontaliero e di sostenere le imprese su larga scala», ha osservato Caroline Liesegang, managing director di Afme (Association for Financial Markets in Europe). «L’attenzione deve ora spostarsi dalla diagnosi all’attuazione».

Afme valuta in modo positivo le posizioni sui buffer di capitale e per l’integrazione del mercato Ue, mentre auspica un alleggerimento delle richieste di capitale sugli npl (attraverso il cosiddetto backstop), limitandole alle banche con Npl ratio oltre il 7%. (riproduzione riservata)