Braga Moro Sistemi di Energia si avvia verso il delisting dal segmento Egm di Piazza Affari dopo meno di un anno di quotazone. Power Conversion Holding (PCH), veicolo costituito ad hoc e controllato da Strategic Power Holding (SPH), ha infatti lanciato un’opa venerdì 29 maggio al prezzo di 6,91 euro per azione. Il valore incorpora un premio dell’89,8% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura del titolo Braga Moro del 28 maggio 2026, pari a 3,64 euro. Il titolo si era quotato il 31 luglio 2025 al valore di 4,2 euro per azione.
Attualmente la società è controllata indirettamente da Maddalena Bellante tramite Ottobre 23, che dispone del 61,05% dei diritti di voto esercitabili. In caso di adesione totalitaria, l’operazione avrà un controvalore massimo di 7,22 milioni di euro ed è finalizzata alla revoca delle azioni dalla borsa. L’opa riguarda il 49,77% del capitale fully diluted. Braga Moro è un'azienda specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di alimentazione, elettronica di potenza e dispositivi per infrastrutture critiche.
Prima del lancio dell’offerta, PCH acquisterà il controllo della società attraverso un contratto preliminare firmato con gli attuali soci di riferimento. In particolare: Ottobre 23 (34,83% delle azioni, 61,05% dei voti) e Tanlo (5,74% delle azioni) venderanno complessivamente 871.126 azioni, inclusi i titoli a voto plurimo; i manager Andrea Passanisi (l’attuale ceo), Maddalena Bellante e Graziano Petrigliano cederanno ulteriori 183.238 azioni. Nel complesso, PCH arriverà così a detenere il 50,2% del capitale fully diluted già prima dell’opa.
Un elemento importante riguarda le 100mila azioni a voto plurimo detenute da Ottobre 23: attualmente valgono dieci voti ciascuna e consentono il controllo della società, ma si convertiranno automaticamente in azioni ordinarie al closing dell’operazione. Di conseguenza sparirà la struttura di voto che oggi sostiene il controllo di Braga Moro.
L’obiettivo dichiarato della cordata acquirente è il delisting. Secondo il comunicato, Braga Moro potrà così operare con maggiore flessibilità gestionale, ridurre costi e adempimenti da società quotata e accelerare crescita e sviluppo internazionale. Dopo l’operazione, Braga Moro sarà controllata da PCH. A sua volta PCH, dopo un aumento di capitale da 10,5 milioni di euro, sarà detenuta: per l’87,93% da SPH; per l’8,08% da Glas4capital di Andrea Passanisi; per quote minori da Spectre 4 di Marco Bariletti, Marco Uccellini, Graziano Petrigliano e Francesco Linari, Cto di Braga Moro.
SPH rappresenta la vera cabina di regia dell’operazione ed è partecipata da una cordata di investitori industriali e finanziari: Deimos, HIO e Il Raccolto avranno ciascuno il 28,67%: le tre società fanno capo a Giuliano Caslini, presidente del Gruppo Bianalisi, piattaforma indipendente di diagnostica integrata e servizi ambulatoriali in Italia; Acciaierie Venete il 10% (famiglia Banzato); Banca Finint il 2%; Club Investimenti Srl (piattaforma di permanent capital di Banca Finint) l’1%; Private Equity Partners di Fabio Sattin e Giovanni Campolo lo 0,62%, Alessandra Stea e Francesco Lorenzoni quote minori.
Il comunicato precisa che nessun socio controllerà SPH ai sensi del Tuf: il controllo sarà quindi condiviso attraverso accordi di governance. Tra le figure chiave emergoo Banca Fininnt e Fabio Sattin, presidente di PCH e fondatore di Private Equity Partners, realtà storica del private equity italiano.
Contestualmente è prevista anche la cessione di Cipierre Elettronica, controllata da Braga Moro e considerata non strategica dai nuovi acquirenti. La società verrà rilevata dagli attuali venditori o da soggetti da loro indicati per 7,9 milioni di euro. (riproduzione riservata)