Le autorità statunitensi hanno arrestato uno dei co-fondatori di Super Micro Computer e hanno incriminato altri due manager con l’accusa di contrabbando di server dotati di chip Nvidia verso la Cina, in violazione delle leggi statunitensi sulle esportazioni di tecnologie avanzate. La notizia ha fatto crollare il titolo del produttore di tecnologia informatica, che in avvio è crollato del 28% bruciando attorno a 5 miliardi di capitalizzazione. Il gruppo Usa è specializzato in infrastrutture ottimizzate per l'intelligenza artificiale, data center, cloud computing e 5G.
Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha dichiarato in un comunicato di aver incriminato il cittadino statunitense Yih-Shyan Liaw, co-fondatore dell’azienda e il cittadino taiwanese Ting-Wei Sun, che lavorava per la sede di Super Micro a Taiwan, e Ruei-Tsang Chang, un collaboratore esterno con cittadinanza taiwanese.
L’ufficio del procuratore di Manhattan, Jay Clayton, ha fatto sapere che Liaw e Sun sono stati entrambi arrestati giovedì 19 marzo, mentre Chang è latitante.
Il Dipartimento di Giustizia accusa i tre soggetti di aver «cospirato per vendere tecnologia per miliardi di dollari» ad acquirenti in Cina falsificando documenti e utilizzando apparecchiature fittizie per aggirare i controlli statunitensi sulle esportazioni.
Da parte sua, Super Micro ha fatto sapere di aver sospeso Liaw e Chang e di aver interrotto la collaborazione con Sun. Ha inoltre precisato che l’azienda non figura come imputata nel caso intentato dal Dipartimento di Giustizia. «La condotta di questi individui, come descritta nell'atto d'accusa, costituisce una violazione delle politiche e dei controlli di conformità aziendali, compresi i tentativi di aggirare le leggi e i regolamenti applicabili in materia di controllo delle esportazioni», si legge nella nota rilasciata dall'azienda.
Un portavoce di Nvidia ha dichiarato l’azienda collabora strettamente con i propri clienti e con il governo sui programmi di conformità. «Il trasferimento illecito di computer statunitensi soggetti a controlli sull’export verso la Cina è una strategia perdente sotto ogni punto di vista. Nvidia non fornisce alcun servizio o supporto per tali sistemi e i meccanismi di contrasto sono rigorosi ed efficaci», ha spiegato il portavoce dell’azienda.(riproduzione riservata)