Summit Trump-Xi, tensione su Taiwan: gli Usa pronti a discutere con la Cina della fornitura di armi
Summit Trump-Xi, tensione su Taiwan: gli Usa pronti a discutere con la Cina della fornitura di armi
Asia positiva, petrolio in calo, occhi dei mercati sul vertice Trump-Xi a Pechino che inizia già a creare sconcerto in Asia dopo che il presidente Usa ha avvertito che intende parlare con la Cina delle armi inviate a Taiwan. Violando un’antica prassi diplomatica

di Elena Dal Maso 13/05/2026 07:50

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Asia positiva, mercoledì 13 maggio, nonostante la guerra Usa-Iran, alle ore 7:30 italiane, il Nikkei balza dell’1%, Hong Kong e Shanghai salgono dello 0,3%, mentre i prezzi del greggio viaggiano in leggero calo, il Wti a 100,6 dollari, il Brent a 106,2 dollari. I mercati intanto vendono il T bond Usa decennale che rende il 4,45%, mentre i futures sul Nasdaq sono tornati positivi (+0,4%).

Occhi puntati sul summit a Pechino fra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping atteso per oggi fino a venerdì durante il quale i temi del commercio e della guerra con l’Iran saranno al centro dell’attenzione. Il sentiment in Asia risente del calo dei titoli tecnologici a Wall Street dopo che i dati sull’inflazione statunitense hanno ridotto le aspettative di tagli ai tassi da parte della Federal Reserve.

L’idea di Trump di discutere con Xi delle vendite di armi a Taiwan mette l’Asia in allarme

Il presidente Trump ha suscitato preoccupazione a Taipei e tra gli alleati asiatici dichiarando che discuterà con Xi Jinping delle vendite di armi americane a Taiwan durante il vertice di questa settimana a Pechino. Prima di lasciare Washington per la sua prima visita in Cina dal 2017, Trump ha affermato che affronterà il tema con Xi, rompendo decenni di prassi secondo cui gli Stati Uniti non consultano Pechino sulle esportazioni di armi verso Taiwan.

«Il presidente Xi preferirebbe che non lo facessimo, e ne discuterò con lui», ha dichiarato Trump.  Secondo fonti dell’FT, le parole del presidente hanno alimentato timori tra gli alleati degli Stati Uniti. «In tutta l’area indo-pacifica gli alleati sono profondamente preoccupati che il presidente Trump possa cedere alla richiesta di Xi di rinviare le forniture militari a Taiwan», ha spiegato Mira Rapp-Hooper, ex direttrice per l’Asia orientale al Consiglio per la Sicurezza Nazionale durante l’amministrazione Biden. «Non solo questo darebbe alla Cina un potere di veto sugli aiuti fondamentali per la sicurezza di Taiwan, ma suggerirebbe anche che, al giusto prezzo, il destino di qualsiasi partner possa essere negoziabile».

Mega fornitura militare a Taiwan

La questione rischia di pesare sul vertice che comprenderà anche colloqui su Iran, commercio e investimenti. Arriva inoltre cinque mesi dopo che l’amministrazione statunitense ha annunciato un pacchetto record da 11,1 miliardi di dollari di forniture militari a Taiwan. Gli Stati Uniti starebbero inoltre preparando un ulteriore pacchetto da almeno 14 miliardi di dollari.

Sul tavolo la sicurezza di Giappone e Filippine?

Pechino spinge da tempo Washington a modificare la propria «politica dichiarativa» affermando esplicitamente di opporsi all’indipendenza di Taiwan. Anche questo punto ha allarmato Taipei e gli alleati asiatici degli Stati Uniti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato la scorsa settimana che la politica americana non è cambiata. Tuttavia, questa rassicurazione non ha convinto parte dei repubblicani e dei democratici.

Martedì il senatore repubblicano Mitch McConnell ha chiesto al segretario alla Difesa Pete Hegseth se può rassicurare Taiwan — così come Giappone e Filippine — sul fatto che la loro sicurezza «non sarà sul tavolo» durante il vertice. Hegseth ha evitato di fornire quella che normalmente sarebbe considerata una rassicurazione di routine.

Sarah Beran, ex diplomatica statunitense che ha gestito diversi summit presidenziali con Xi, ha affermato che, sebbene la Cina stia promuovendo l’idea di un cambiamento di linguaggio, Pechino non avrebbe bisogno che Trump annunci qualcosa di nuovo.  «Dal punto di vista cinese, diffondere la narrativa secondo cui la politica americana sarebbe in discussione è una strategia efficace», ha spiegato Beran. «Indebolisce Taipei, crea incertezza nella regione ed è meno rischioso che aprire un negoziato diretto con il presidente su formule linguistiche che potrebbero rivelarsi temporanee».

Diverse fonti vicine al dossier hanno però dichiarato di essere più preoccupate dall’ipotesi che Trump possa fare concessioni sulle vendite di armi. «La Cina ha chiarito molto bene di non essere soddisfatta dell’ultimo pacchetto di forniture militari a Taiwan e del possibile nuovo maxi-pacchetto in preparazione. Xi probabilmente chiederà a Trump di rinviare o ridimensionare la prossima fornitura», il commento di Patricia Kim, esperta di Cina per la Brookings Institution.

Surplus in Giappone ai massimi storici

Il surplus delle partite correnti del Giappone è salito a 4.681,5 miliardi di yen nel marzo 2026, rispetto ai 3.625,3 miliardi dello stesso mese dell’anno precedente, superando le attese del mercato per 3.879 miliardi e segnando il livello più alto mai registrato.

L’avanzo commerciale è aumentato a 830,5 miliardi dai 611,3 miliardi dell’anno precedente, grazie a una crescita delle esportazioni (+11,7%) superiore a quella delle importazioni (+10,0%). (riproduzione riservata)