Sulle opa decide il mercato ma su chi passa prima delibera Consob
Sulle opa decide il mercato ma su chi passa prima delibera Consob
L’Opas di Intesa Sanpaolo su Mps e le contro-offerte della banca senese su Banco Bpm e Banca Generali aprono un nuovo fronte sulla passivity rule e chiamano in causa la Consob

di di Marcello Clarich* 02/09/2026 02:00

Ftse Mib
51.915,18 8.15.43

-1,33%

Dax 30
25.970,11 23.51.01

-1,10%

Dow Jones
52.766,93 7.20.36

-0,79%

Nasdaq
26.098,61 7.25.15

-1,03%

Euro/Dollaro
1,1582 8.06.53

-0,09%

Spread
84,73 17.30.07

+0,20

La contromossa di Banca Monte dei Paschi di Siena per contrastare l’Offerta pubblica di acquisto e di scambio (Opas) lanciata da Banca Intesa San Paolo ha reso ancor più incandescente il clima agostano e preannuncia un autunno forse non meno caldo.

I fatti sono noti. Lo scorso giugno Intesa Sanpaolo ha deliberato l’Opas volontaria e totalitaria da 30,6 miliardi di euro su Mps come risposta alla proposta di fusione tra pari tra Banco Bpm e Mps, che poi non ha avuto seguito per la stessa opposizione di Bpm. Il via libera richiede una serie di passaggi procedurali e di autorizzazioni (principalmente Banca d’Italia, Banca centrale europea (Bce), Consob, Ivass, Autorità antitrust). L’assemblea degli azionisti di Intesa è convocata il 10 settembre per deliberare l’aumento di capitale. Tra novembre e dicembre 2026 gli azionisti di Mps potranno decidere se conferire o meno i propri titoli all'offerta ed entro l’anno verranno proclamati i risultati definitivi.

Le due Ops di Mps

Per tutta risposta, il 20 agosto scorso il consiglio di amministrazione di Mps ha deliberato a maggioranza due offerte pubbliche di scambio (Ops) parallele su Banco Bpm e su Banca Generali, per circa 34 miliardi di euro complessivi (circa 25,3 miliardi per Bpm e 8,7 miliardi per Banca Generali). Un’assemblea straordinaria per approvare l’operazione è stata convocata il 29 ottobre.

Anche queste due Ops richiedono numerosi passaggi procedurali. In particolare, Mps dovrà ottenere dalla Bce l’autorizzazione all’acquisizione delle partecipazioni dirette e indirette e dall’Ivass l’autorizzazione all’acquisizione delle partecipazioni indirette in Banco Bpm Vita e in Più Vera Assicurazioni. Dovrà inoltre inviare una comunicazione all’Autorità antitrust per la valutazione dei profili concorrenziali dell’operazione di concentrazione e altre comunicazioni richieste dalla normativa sul golden power e sulle sovvenzioni distorsive del mercato interno.

Il nodo delle autorizzazioni

Solo dopo l’ottenimento di tutti i via libera la Consob potrà approvare ai sensi dell’art. 102 del Tuf il documento d’offerta presentato da Mps. La banca senese ha precisato che il documento di offerta verrà pubblicato dopo l’approvazione dell’operazione da parte dell’assemblea del 29 ottobre e dopo l’ottenimento di tutte le autorizzazioni.

Questa sequenza, a quanto riportato dalla stampa, è stata contestata da Banca Intesa in un esposto alla Consob che prospetta una violazione della passivity rule disciplinata dal Tuf. Secondo l’art. 104 le società quotate non possono compiere «atti od operazioni che possono contrastare il conseguimento degli obiettivi dell’offerta» e ciò al fine di salvaguardare la contendibilità delle società.

La passivity rule sotto esame

La passivity rule ha subito nel tempo varie modifiche. Le norme vigenti prevedono che essa possa essere superata solo sulla base di una delibera dell’assemblea ordinaria o straordinaria. Proprio a questo scopo è stata convocata l’assemblea di Mps. Peraltro gli statuti delle società possono derogare in tutto o in parte alla disciplina. Nel periodo di adesione dell’offerta non valgono gli eventuali limiti statutari al trasferimento dei titoli all’offerente (cosiddetta neutralizzazione, o breakthrough rule), sempre allo scopo di favorire la contendibilità.

A quanto sembra, l’esposto di Intesa Sanpaolo ritiene che l’autorizzazione dell’assemblea degli azionisti di Mps deve precedere, e non seguire, l’avvio di operazioni potenzialmente in grado di ostacolare l’Opas in corso. La questione sottoposta alla Consob è se l’annuncio dell’Opa su Bpm e Banca Generali pubblicato da Mps il 21 agosto costituisca di per sé una violazione della passivity rule in mancanza di un voto assembleare che autorizzi l’operazione stessa.

Un’altra contestazione sembra riguardare le indiscrezioni su possibili Opa difensive di Mps, non smentite subito da quest’ultima, circolate il 19 agosto, cioè un giorno prima della delibera del consiglio di amministrazione e due giorni prima della pubblicazione dei comunicati. Il dubbio è che in questo modo gli investitori non abbiano ricevuto un’informazione corretta. Anche Assoutenti si è rivolta alla Consob chiedendo di accertare il rispetto della normativa europea in materia di informazioni privilegiate.

La decisione passa alla Consob

Il neopresidente della Consob, Guido Stazi, si trova dunque sulla scrivania un dossier dal quale potrebbe dipendere l’assetto del sistema bancario nel nostro Paese. In ogni caso, scelte impegnative dovranno essere fatte dagli azionisti di Banca Intesa e Mps e, nel periodo di adesione alle offerte, dagli investitori. Alla fin fine, al di là dei desiderata del governo e delle istituzioni toscane, sarà il mercato a decidere. (riproduzione riservata)

*Ordinario di diritto amministrativo

Sapienza Università di Roma