Sulle offerte di Montepaschi la scure del cambio di controllo se vince Intesa Sanpaolo
Sulle offerte di Montepaschi la scure del cambio di controllo se vince Intesa Sanpaolo
Il confronto tra Ca’ de Sass ed Mps si sposta sugli effetti di un cambio di proprietà a Siena. Per la banca toscana le due offerte sono irrevocabili. Ma per molti osservatori basterà un change of control per farle decadere

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 17/09/2026 22:00

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La partita del risiko finanziario non si gioca solo in borsa ma anche nei grandi studi legali italiani e internazionali. Negli ultimi giorni un tema ha catalizzato più degli altri l’attenzione dei diversi team di avvocati al lavoro per Intesa Sanpaolo, Montepaschi e gli altri player del consolidamento in corso.

Rispondendo alla Consob con una nota diffusa all’inizio della settimana, Siena ha chiarito la propria posizione su un nodo particolarmente delicato: che cosa accadrà alle due ops su Banca Generali e Banco Bpm nel caso in cui l’opas di Intesa Sanpaolo avrà successo? Se l'assemblea straordinaria di Siena autorizzasse le due controfferte, passaggio per niente scontato, sarebbe una domanda chiave che si porrebbe il mercato.
 

Le offerte targate Mps sono state lanciate due mesi e mezzo dopo l'operazione di Intesa ma c’è chi ritiene che, a causa dei lunghi e complessi iter autorizzativi di Bce, Antitrust e Consob, le due ops varate da Luigi Lovaglio possano partire prima della chiusura dell’opas del gruppo guidato da Carlo Messina. Uno scenario senza precedenti nella finanza nazionale.

Siena risponde alla Consob sull'irrevocabilità delle offerte

In pratica, la preda avrebbe ancora la possibilità di diventare cacciatrice.

Rispondendo alla Consob, Siena ha chiarito che «l’eventuale mutamento del controllo di Mps non determinerebbe, di per sé, la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle offerte promosse da Mps, riguardo le quali resterebbero ferme le condizioni di efficacia previste e le relative facoltà di rinuncia o modifica, nei limiti consentiti dai termini delle stesse e dalla normativa applicabile, nonché le prerogative delle autorità di vigilanza». Tradotto: il cambio di controllo non mette in discussione l’irrevocabilità delle ops.
 

Ma la tesi è tutt’altro che pacifica nella comunità legale. Secondo alcuni professionisti coinvolti nel dossier, l’irrevocabilità prevista dal Tuf non equivale a una sopravvivenza automatica dell’offerta a qualsiasi mutamento dell’assetto dell’offerente. Il punto, viene argomentato, non sarebbe tanto la continuità formale di Siena come persona giuridica, quanto piuttosto la modifica sostanziale del soggetto economico che ha promosso le offerte.

Se Mps finisse sotto il controllo di Intesa prima del perfezionamento delle due ops, cambierebbero la catena di controllo di Siena, il suo perimetro industriale di riferimento e, soprattutto, il quadro nel quale sono state costruite autorizzazioni, condizioni e documentazione delle offerte. Da qui la conclusione più netta di questa lettura: il change of control determinerebbe di per sé la decadenza delle offerte su Bpm e Banca Generali, senza che sia necessario un successivo intervento degli organi societari.

Le diverse interpretazioni legali sul cambio di controllo

Ma anche tra chi mette in discussione la prosecuzione automatica delle ops le letture non coincidono. Secondo un’altra interpretazione, il cambio di controllo non produrrebbe di per sé l’automatica decadenza delle offerte: per interromperle servirebbe un ulteriore atto di impulso ad hoc del nuovo azionista di controllo, cioè Intesa, con il coinvolgimento dell’assemblea chiamata a rimuovere o a modificare le misure difensive. In questa lettura, dunque, l’ingresso di Ca’ de Sass nel capitale di Mps non farebbe venir meno automaticamente le operazioni già deliberate, ma aprirebbe una seconda fase, nella quale il nuovo socio dovrebbe assumersi l’iniziativa di fermarle.

L'impatto sui titoli e le reazioni del mercato

Intanto alla chiusura di ieri lo sconto delle due ops annunciate dal Montepaschi, al netto dell'effetto dell'opas lanciata da Intesa Sanpaolo, era pari al 2% per Banco Bpm e al 10,9% per Banca Generali. Dall'annuncio delle ops alla chiusura di mercoledì 16 le due target hanno registrato un calo rispettivamente del 3,9% e del 4,7% rispetto al +1,6% dell'indice Euro Stoxx. Un primo segnale del mercato. (riproduzione riservata)