Stress test Bce, le banche italiane valutano l’impatto di un attacco russo all’Ue
Stress test Bce, le banche italiane valutano l’impatto di un attacco russo all’Ue

di Francesco Ninfole 04/07/2026 09:00

Ftse Mib
52.818,85 6.55.10

+0,75%

Dax 30
25.779,31 23.50.33

+0,78%

Dow Jones
52.900,07 13.22.58

+1,14%

Nasdaq
25.829,60 23.50.33

-0,80%

Euro/Dollaro
1,1437 23.00.07

-0,03%

Spread
77,50 17.30.01

-0,05

La Bce sta completando in questi giorni gli stress geopolitici per le banche europee. L’esercizio è stato una novità rispetto alle prove del passato nelle quali i supervisori fissavano uno scenario comune e poi calcolavano le perdite per ogni istituto. Quest’anno sarà l’inverso: Francoforte ha chiesto alle banche di immaginare una crisi geopolitica tale da causare una perdita di capitale uguale per ogni gruppo, pari al 3% del capitale.

«Molte banche sul mercato italiano, con business model commerciale e con operatività molto concentrata su clienti nel Paese, seppur con diversi gradi di intensità delle ipotesi, hanno identificato tra gli eventi più significativi un drastico peggioramento del contesto europeo, scatenato da un allargamento del conflitto russo-ucraino ai Paesi dell’Europa Centrale», osserva Maurizio Pierigè, senior partner di Prometeia. «A seconda dei casi, questo scenario è stato arricchito con ulteriori elementi di debolezza derivanti da una potenziale indebolimento delle istituzioni e della governance europea o da altri fattori competitivi come gli effetti di una potenziale iniziativa di dumping commerciale da parte della Cina, finalizzata a spiazzare la produzione europea e ad assorbire una capacità produttiva in eccesso.

Alcuni operatori con maggiore diversificazione del portafoglio su altre aree hanno completato il quadro considerando anche eventi di rischio geopolitico che generassero impatti sulle specifiche aree geografiche».

Per esempio le banche hanno dovuto immaginare gli effetti di un attacco della Russia a un Paese Ue oppure una fase di debolezza dell’Europa dovuta a un’incapacità di guida da parte di Francia e Germania a causa di spinte politiche anti-europeiste. In scenari di questo tipo l’economia Ue sarebbe più vulnerabile alle politiche commerciali cinesi.

L'impatto sui bilanci e i canali di trasmissione del rischio

Questi eventi colpirebbero i bilanci bancari in Italia secondo diversi canali, per esempio attraverso un aumento degli spread, una risalita dei tassi di default di famiglie e imprese o una flessione della curva dei tassi che ridurrebbe i margini di interesse. In ogni caso le banche hanno dovuto ipotizzare scenari molto negativi per arrivare a una perdita di capitale del 3%, tale anche da compensare l’aumento degli utili nei prossimi tre anni.

Gli istituti italiani hanno completato l’invio dei documenti e ora la Vigilanza sta preparando il feedback individuale per le banche, oltre che una sintesi dei risultati che sarà pubblicata a fine luglio.

«La fase di quality assurance della Bce si è tradotta in un dialogo particolarmente strutturato e approfondito con le banche per verificare la robustezza del framework di stress testing e l’accuratezza dei meccanismi attraverso cui gli effetti dello scenario si propagano alle poste di bilancio», osserva Pierigè. «È ragionevole attendersi che questo aspetto continui a occupare un ruolo centrale nelle future attività ispettive, generando nuovi requisiti nel percorso - ancora in evoluzione - di integrazione dei rischi geopolitici nel framework di risk management delle banche».

Obiettivi degli esami e impatto sulle valutazioni Srep

Gli stress test di quest’anno hanno soprattutto l’obiettivo di rendere le banche più consapevoli riguardo ai rischi geopolitici, non quello di fare una classifica degli istituti in base a dati comparabili, come avvenuto nelle prove del passato. «Ogni banca ha operato con scenari, modelli di rischio e metodologie di simulazione propri. Questo rende difficile ricondurre le evidenze emerse a un quadro comune», aggiunge Pierigè. «Nonostante queste difficoltà, i riscontri raccolti dovrebbero confluire nelle valutazioni Srep del 2026, sebbene il peso relativo che verrà loro attribuito rimanga ancora da definire». Le eventuali richieste della Bce saranno soltanto qualitative e l’esame non avrà impatto sui requisiti P2G (Pillar 2 Guidance) né sui dividendi.

Le priorità della supervisione per il periodo 2026-2028

Il rischio geopolitico è considerato dalla Bce un fattore di rischio trasversale che può incidere sulle categorie di rischio tradizionali delle banche, poiché riguarda i rischi di credito, di mercato, di liquidità, legati al modello di business, di governance e operativi. Inoltre questo fattore può influire sulle banche attraverso molti canali, in particolare i mercati, l’economia reale e la sicurezza delle operazioni bancarie. In quanto elemento chiave di incertezza macroeconomica, i rischi geopolitici rimarranno al centro delle priorità di supervisione della Bce per il periodo 2026-28. (riproduzione riservata)