La The Walt Disney Company si prepara a effettuare significativi licenziamenti in una delle prime mosse rilevanti del nuovo amministratore delegato Josh D’Amaro.
Secondo fonti vicine al dossier, la società dell’intrattenimento prevede di eliminare fino a 1.000 posti di lavoro nelle prossime settimane. Gran parte dei tagli riguarderà il dipartimento marketing, recentemente riorganizzato e accorpato.
Come molti studi di Hollywood, Disney sta cercando di adattarsi ai minori profitti generati dallo streaming rispetto alla tradizionale televisione lineare, oltre a fare i conti con incassi al botteghino ridotti e con una forte concorrenza da parte di aziende tecnologiche come Amazon e YouTube. Allo stesso tempo, punta a liberare risorse per investire nei business digitali considerati più promettenti.
Dal ritorno di Bob Iger nel 2022, l’azienda ha già tagliato oltre 8.000 posti di lavoro nell’ambito di una profonda ristrutturazione. I piani per i nuovi licenziamenti, tuttavia, erano stati avviati prima dell’arrivo di D’Amaro.
Alla fine dell’anno fiscale 2025, Disney contava circa 231.000 dipendenti, di cui circa l’80% impiegato nella divisione “experiences” (parchi a tema e prodotti consumer). I tagli hanno riguardato soprattutto il settore entertainment, ESPN e le funzioni corporate, mentre parchi e crociere continuano a crescere.
Negli ultimi anni i licenziamenti sono diventati una realtà diffusa nell’industria dell’intrattenimento: anche Sony Pictures, Paramount e Warner Bros. Discovery hanno ridotto il personale. Ulteriori tagli sono attesi, soprattutto in vista di possibili operazioni di consolidamento nel settore.
Disney sta inoltre accorpando attività precedentemente separate per ridurre i costi e migliorare il coordinamento, in particolare nel digitale. A gennaio ha unificato il marketing di entertainment, esperienze e sport sotto un unico responsabile, Asad Ayaz, nell’ambito del progetto interno chiamato “Project Imagine”.
Parallelamente, l’azienda sta integrando i team delle piattaforme streaming Disney+ e Hulu, con l’obiettivo di unificare i servizi in un’unica applicazione.
Per supportare la strategia di riduzione dei costi, Disney si è affidata anche ai consulenti di Bain & Company.
D’Amaro, entrato in carica il mese scorso, non ha ancora delineato un piano dettagliato per il futuro della società, ma tra le sue priorità c’è quella di rendere le diverse divisioni più rapide ed efficienti nella collaborazione. Tra i dipendenti, tuttavia, cresce il timore che i licenziamenti siano parte integrante di questo processo.
Il successo della sua gestione sarà valutato anche in base alla capacità di rilanciare il titolo Disney, che ha perso quasi la metà del valore rispetto al picco del 2021 e oggi si attesta su livelli simili a quelli di dieci anni fa. (riproduzione riservata)