Stm vale un Tesoro, ecco quanto può ancora correre il titolo del colosso dei chip
Stm vale un Tesoro, ecco quanto può ancora correre il titolo del colosso dei chip
Il mercato premia la svolta data center del gruppo italo-francese. Il rally sul listino rafforza la presa degli azionisti tra Roma e Parigi. Con la quota del Mef che si è rivalutata da 2,9 a 8 miliardi in cinque mesi. I nuovi target price 

di Angela Zoppo 05/06/2026 21:00

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II 22 giugno STMicroelectronics staccherà al Tesoro italiano e agli altri azionisti l’ormai consueta cedola trimestrale di 0,09 dollari per azione, approvata dall’assemblea dei soci del 27 maggio, che ha confermato il dividendo cash annuale di 0,36 dollari. Ma intanto che si prepara a passare alla cassa per una somma tutto sommato modesta (circa 10 milioni di euro al cambio attuale), il Mef ha visto rivalutare la sua partecipazione nel gruppo dei semiconduttori con un incremento a tre cifre. Il mercato ha premiato la strategia: la tregua sulla governance tra Roma e Parigi sembra aver favorito il lavoro del management.

Nonostante lo scivolone di venerdì 5 giugno (- 5,9% a 62,8 euro) – che gli analisti spiegano sia con le prese di profitto sia con la flessione dell’intero listino tech, di riflesso ai risultati del colosso americano dei chip Broadcom – la performance di Stm resta una delle migliori tra i titoli europei. Dall’inizio dell’anno, infatti, l’azione è arrivata ad accumulare un rialzo di quasi il 200%, passando dai 23,5 euro del 2 gennaio agli oltre 69 euro del 2 giugno, toccando i massimi storici. Negli ultimi cinque anni, prima della corsa del 2026, il titolo non aveva mai superato i 49 euro. Per ritrovare quotazioni paragonabili alle attuali bisogna tornare al 2000.

Tutti i numeri di Stm e la tregua Roma-Parigi

Con una capitalizzazione di mercato di circa 57 miliardi di euro, oggi un’azione Stm vale circa 40 euro in più rispetto a gennaio. Per il Tesoro, titolare alla pari con lo Stato francese del 50% di St Holding, che detiene il 27,5% della società insieme alla banca pubblica d’investimento Bpi France (gruppo Caisse de Dépôts), il valore della partecipazione è salito fino a sfiorare gli 8 miliardi di euro, rispetto ai 2,9 miliardi di inizio anno: un incremento di quasi 5 miliardi di euro in cinque mesi. Tra Roma e Parigi, il saldo positivo è di quasi 10 miliardi di euro.

La presa pubblica sull’asset strategico si rinsalda con la corsa del titolo. Lo dimostra anche la reazione francese all’exploit di borsa: niente polemiche, nessun accenno alle frizioni del recente passato con l’Italia, culminate nella sfiducia del Mef sull’operato del ceo Jean-Marc Chery, espressa con forza dal ministro del’Economia, Giancarlo Giorgetti nella primavera del 2025. Solo un grande entusiasmo per lo stato di salute del campione transnazionale.

I nuovi target price

Tanto più che per le banche d’affari il rally non si fermerà qui. Visibilità e obiettivi del gruppo hanno spinto Equita ad aumentare del 52% del prezzo obiettivo, portato da 50 a 76 euro per azione, dopo che il management ha rivisto al rialzo le prospettive del business legato a data center e intelligenza artificiale. La sim stima ricavi per circa 1 miliardo di dollari nel 2026 da queste attività, che raddoppieranno a oltre 2 miliardi nel 2027 fino a toccare i 5 miliardi nel 2028. I numeri hanno portato a una revisione delle stime di utile per azione del 38% nel 2027 e del 36% nel 2028.

La vera novità, secondo gli analisti, è che Stm sta progressivamente affiancando ai mercati tradizionali nuovi motori di crescita legati alle infrastrutture digitali. Per anni il gruppo è stato valutato soprattutto in funzione dell’andamento dell’automotive e dell’industria, due settori che hanno attraversato una fase di rallentamento. Oggi l’attenzione del mercato si concentra invece sulla capacità di intercettare la crescita degli investimenti nei data center, nell’intelligenza artificiale, nelle connessioni ottiche ad alta velocità e nei sistemi di alimentazione per le nuove infrastrutture digitali.

Equita non è l’unica. Ubs ha aggiornato il prezzo obiettivo con un rialzo ancora più deciso da 49 a 80 euro, valutazione tra le più alte del mercato e che incorpora un upside potenziale di circa il 17% anche rispetto al prezzo di chiusura di mercoledì 3 giugno (68,5 euro), mentre Jefferies ha mantenuto sia la raccomandazione buy sia il target price di 74 euro, ricordando che il gruppo dei chip aveva già acquisito ordini legati al business dei data center per oltre 1 miliardo di dollari a inizio anno. Scia rialzista anche per Intermonte, che ha portato la valutazione da 43,3 a 70 euro, e per Banca Akros, che ha alzato il prezzo obiettivo da 68 a 73 euro. Infine Jp Morgan ha premiato i nuovi obiettivi annunciati dal management, sottolineando che potrebbero tradursi in ulteriori revisioni al rialzo delle stime nei prossimi trimestri.

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