Primo trimestre del 2026 superiore alle attese per STMicroelectronics. Il produttore italo francese di semiconduttori ha registrato un fatturato di 3,10 miliardi di dollari nei primi tre mesi dell'anno, +23% anno su anno e del +21,4% escludendo il contributo dell'acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp completata il 2 febbraio. Il dato non solo batte le attese degli analisti a 3,05 miliardi ma è 50 punti base al di sopra del valore intermedio della guidance del gruppo.
L’utile operativo è aumentato da 3 a 70 milioni con un margine migliorato al 2,3% dei ricavi netti, rispetto allo 0,1% nel primo trimestre del 2025. Il reddito operativo include 71 milioni di oneri di svalutazione, costi di ristrutturazione e altri costi di dismissione e 30 milioni di effetti dell'allocazione del prezzo di acquisto associati all'acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp. Escludendo queste voci, nel primo trimestre l’utile operativo non U.S. Gaap è stato pari a 171 milioni (margine al 5,5%), risultando anche in questo caso superiore alle aspettative di 165,8 milioni.
L'utile netto e gli utili per azione dopo la diluizione sono diminuiti, rispettivamente, a 37 milioni e a 0,04 dollari rispetto a 56 milioni e 0,06 dollari nello stesso trimestre dell'anno scorso (122 milioni e 0,13 dollari l'utile netto e l’utile per azione non U.S. Gaap).
Il free cash flow è risultato negativo per 723 milioni rispetto a un valore positivo di 30 milioni nello stesso trimestre del 2025, ma include un'uscita di cassa di 895 milioni per l'acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp. Le scorte sono aumentate a 3,17 miliardi (3,01 miliardi nel primo trimestre dello scorso anno) con un indice di rotazione di 140 giorni alla fine del trimestre rispetto ai 167 giorni dello stesso trimestre del 2025.
Quanto alla remunerazione, Stm ha distribuito dividendi cash ai suoi azionisti per 71 milioni. La posizione finanziaria netta è rimasta solida a 2 miliardi rispetto ai 2,79 miliardi di fine 2025 con un indebitamento finanziario di 2,57 miliardi.
«Nel primo trimestre, nonostante l'incertezza macroeconomica, abbiamo assistito a un miglioramento della domanda con un forte volume di ordini e una normalizzazione delle scorte nella distribuzione», ha evidenziato il presidente e ceo, Jean-Marc Chery.
«I ricavi netti, escludendo il contributo della nostra acquisizione del business dei sensori Mems di Nxp, sono stati superiori al punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività, trainati principalmente da maggiori ricavi nei programmi in corso con i nostri clienti in Personal Electronics e Communication Equipment and Computer Peripherals», ha continuato il top manager. «Il margine lordo è stato al di sopra del punto intermedio delle nostre previsioni sulle attività a causa principalmente di un mix migliore di prodotto».
Guardando al secondo trimestre, «ci aspettiamo, come valori intermedi, ricavi netti di 3,45 miliardi di dollari (3,183 miliardi la stima del consenso), corrispondenti a un aumento dell'11,6% rispetto al trimestre precedente e del 24,9% anno su anno. Il margine lordo è atteso intorno al 34,8%, compresi 100 punti base di oneri da sottoutilizzo della capacità produttiva», ha previsto Chery.
Il margine lordo non U.S. Gaap è atteso intorno al 35,2% (34,4% la stima del consenso). Stm «è ora posizionata strategicamente per cogliere i vantaggi derivanti da nuovi programmi trainati dall'AI, sfruttando tecnologie specializzate per abilitare l'evoluzione dell'infrastruttura per l'AI, a conferma della nostra aspettativa di ricavi correlati ai datacenter agevolmente sopra i 500 milioni di dollari per il 2026 e nettamente sopra 1 miliardo di dollari per il 2027», ha continuato l’ad, confermando nella conference call anche i target di lungo termine: ricavi a 18 miliardi di dollari nel 2027-2028, «probabilmente più verso il 2028», ha precisato.
Per le attività del gruppo legate ai satelliti Leo l'obiettivo è «superare abbondantemente i 3 miliardi di dollari di ricavi cumulativi nel periodo 2026-2028». Il 4 maggio il gruppo terrà una call dedicata ai satelliti Leo.
E se il conflitto in Medio Oriente non ha impatto sulle forniture di Stm, «parzialmente» protetto dall’aumento dei costi dell’energia, secondo il cfo, Lorenzo Grandi, il management non ha intenzione di fare «acquisizioni significative». Di volta in volta, ha indicato Chery, «ci può essere spazio per piccole acquisizioni».
«Un primo trimestre 2026 leggermente meglio delle stime, una guidance sul secondo trimestre del 5% sopra le attese a livello di ricavi ed ebit adjusted, con messaggi solidi anche nei business ciclici. Al momento, la revisione sull’intero esercizio a livello di ricavi sarebbe in area +4%/5% e l’attuale stima sui ricavi 2027 sarebbe decisamente più visibile: +7% per larga parte sostenuta da AI/DC», ha commentato Equita, ribadendo il rating buy e il target price a 33 euro sul titolo Stm.
Anche Citi ritiene che STMicroelectronics abbia registrato risultati superiori alle attese nel primo trimestre con una crescita delle vendite trainata dalla solidità dei segmenti elettronica personale e apparecchiature di comunicazione e periferiche per PC. «Il margine lordo rettificato del 34,1% ha superato la guidance del 33,7%, grazie a un miglior mix di prodotti. E per il secondo trimestre il gruppo ha previsto ricavi pari a 3,45 miliardi di dollari, in crescita dell’11%, ben al di sopra della normale stagionalità (tipicamente mid-single digit) e rispetto al consenso di 3,18 miliardi», aggiunge Citi.
Grazie ai ricavi più forti, la società si aspetta un margine lordo rettificato del 35,2%, anch’esso superiore al consenso del 34,3%. «I segnali di una ripresa ciclica sono evidenti negli ordini, nelle vendite e nell’andamento dei margini di Stm. Ci aspettiamo che il momentum positivo continui», ha concluso Citi (buy e target price a 37,46 euro).
A detta di Kepler Cheuvreux il set di risultati del primo trimestre è stato solido, sostanzialmente in linea con le aspettative: «le vendite sono cresciute del 20% circa su base like-for-like, in linea con le nostre stime e dell’1% sopra il consenso. Il margine operativo rettificato è aumentato di 510 punti base su base annua, raggiungendo il 5,5%, 20 punti base sotto le nostre attese e in linea con il consenso», ha osservato il broker.
Al contempo, nonostante le condizioni macroeconomiche ancora incerte con la guerra in Iran in corso, il management ha confermato un outlook più forte del previsto per il secondo trimestre, «nettamente sopra le attese con un margine lordo rettificato atteso intorno al 35,2% contro il 34,4% da noi stimato. Questo scenario potrebbe portare a un risultato operativo rettificato di 280-290 milioni nel secondo trimestre, +62% rispetto alle nostre stime e +42% sopra il consenso, e a un margine vicino all’8,3% contro il 5,5% atteso da noi e il 6,3% dal consenso. Era pari al 2,1% un anno fa».
A questo punto Kepler Cheuvreux ritiene che il consenso potrebbe alzare le stime sull’utile operativo rettificato 2026 di una percentuale high-single-digit. «Ribadiamo, quindi, la raccomandazione buy con un target price a 38 euro sull’azione poiché il gruppo è entrato in una fase di ripresa ciclica e beneficia di confronti molto favorevoli. Le prospettive di medio termine restano positive, con una crescita organica solida e margini in miglioramento, mentre la valutazione rimane ancora ragionevole», conclude Kepler Cheuvreux, «a 11 volte l’ebit 2028, ancora ben al di sotto della media storica di 14 volte».
Pure Banca Akros non può fare a meno di osservare che la guidance sulle vendite del secondo trimestre 2026 è solida rispetto alla stagionalità normale ed è superiore dell’8% rispetto al consenso Visible Alpha. Questo, indica la banca d’affari, non è un fattore specifico dell’azienda. «In attesa di maggior chiarezza sui costi operativi del secondo trimestre, che il management illustrerà durante la conference call, stimiamo che la guidance possa implicare un ebit per il secondo trimestre di 300 milioni, rispetto a una stima del consensus Visible Alpha di 200 milioni. Sarà fondamentale, durante la call, valutare la visibilità del portafoglio ordini (backlog) in vista della seconda metà dell’anno. Confermiamo il nostro rating accumulate con un prezzo obiettivo a 35 euro. Aggiorneremo le stime dopo la conference call del management.
Qualche pulce in più ai conti l’ha fatta Barclays (rating undrweight e target price a 25 euro: «Il primo trimestre è stato in linea alle attese, se non leggermente superiore. Tuttavia, la guidance del secondo è decisamente migliore del previsto. Le aspettative erano elevate, ma riteniamo che la guidance sui ricavi sia comunque migliore del consenso. Potrebbero sorgere domande sul perché i margini lordi non siano più alti, considerando gli aumenti dei prezzi e la crescita indicata, ma pensiamo che oggi la forza dei ricavi avrà un peso maggiore. L’acquisizione del business dei sensori Mems ha contribuito per 40 milioni a livello di ricavi nel trimestre e ha migliorato i margini lordi di 20 punti base».
Inoltre, Barclays si chiede se il business analogico abbia beneficiato di un effetto di anticipazione (pull-in) legato alle incertezze macroeconomiche, «ma per il resto si tratta di una trimestrale solida. Assumendo che un ciclo di ripresa stia effettivamente prendendo forma, stimiamo che la valutazione implicita di Stm possa corrispondere a un p/e 2027 mid-teens, quindi un livello ragionevole. Da qui in avanti, il punto chiave sarà quanto la crescita sopra la stagionalità potrà essere guidata da fotonica e satelliti, dato che il settore automotive rimane debole e l’elettronica personale potrebbe subire ulteriori revisioni al ribasso, anche se il business consumer del gruppo dovrebbe essere relativamente più resiliente rispetto ad altri».
A Piazza Affari il titolo Stm in apertura è salito sui massimi di marzo 2024 a quota 41,43 euro. Alle 12:15 balza del 6,55% a 39,99 euro. Attualmente, però, il consenso Bloomberg, nonostante 14 buy, 8 hold e 2 sell, vede un target price medio a 34,22 euro, -15% di potenziale downside rispetto al prezzo attuale. (riproduzione riservata)